
Il settore pubblico, in particolare in Campania, ha dimostrato in più e più occasioni la propria inadeguatezza rispetto alla manutenzione e alla messa in sicurezza di beni storici dal forte valore culturale e artistico che hanno lasciato un segno nella storia di questo Paese.
È questo il caso della stazione Armand Bayard di Napoli, la prima tratta ferroviaria d’Italia, che al momento risulta essere abbandonata a sé stessa: un vero e proprio rudere al centro della capitale partenopea, che avrebbe dovuto essere rimesso a nuovo a partire dal 2024. Torniamo a parlarne dopo circa un anno perché, nonostante le aspettative, la Bayard pare essere uno di quei beni afferenti al nostro patrimonio storico che, dopo impegni assunti e conferenze stampa, non accenna a subire migliorie di alcun tipo.
La stazione Armand Bayard diviene attiva a Napoli a partire dal 1839, collegando, per volere dell’allora sovrano Ferdinando II di Borbone, la città di Napoli a quella di Portici. Rappresentò una vera e propria svolta nel settore dei trasporti, non solo per il sud Italia, ma per tutta la penisola.
È tutt’oggi ricordata come la prima tratta ferroviaria d’Italia, simbolo di prestigio di un sud che correva, forse anche più del resto del Paese. Venne danneggiata in maniera consistente dai bombardamenti che colpirono la città di Napoli nel 1943, in particolare dall’esplosione, avvenuta il 28 marzo 1943 nel porto di Napoli, della motonave Caterina Costa, che causò il crollo di buona parte dell’edificio, e dal terremoto dell’Irpinia del 1980 che ne decretò il totale stato di abbandono.

Una parte dell’articolo 9 della nostra Costituzione recita “La Repubblica […] Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”, una disciplina alquanto eloquente. L’Italia, insomma, secondo ciò che la sua legge fondamentale prescrive, dovrebbe puntare alla tutela e alla promozione del patrimonio che ha nel tempo costituito la storia della Nazione. Ma questo passaggio, nel caso della stazione Bayard, non sembra sia stato del tutto recepito dalle istituzioni pubbliche. La Stazione in passato è stata gestita indebitamente dal Comune di Napoli, che pare aver utilizzato spazi inizialmente non suoi per costruire gli uffici della seconda municipalità nei pressi della stazione stessa, mentre questa cadeva in rovina.
Nel 2023, precisamente il 19 dicembre, viene firmato un accordo di intesa fra il Comune di Napoli e Ferrovie dello Stato, i legittimi proprietari della stazione. Mediante l’accordo siglato in pompa magna, il Comune di Napoli rilasciava i beni che fino a quel momento aveva utilizzato e consegnava il complesso morente della Stazione Bayard nelle mani di Sistemi Urbani, un’azienda pubblica partecipata al 100% dalle Ferrovie dello Stato, con l’impegno per quest’ultima di rimettere a nuovo la stazione che un tempo aveva fatto brillare il nostro sud in tutta Italia. “La parte relativa alla Bayard ritorna nella disponibilità di Ferrovie (dello Stato, ndr) con l’impegno di un restauro, rimettendola nell’ambito del sistema museale di Pietrarsa. Lì verranno portate anche delle locomotive e diventerà un punto centrale perla riqualificazione dell’area”: queste le dichiarazioni del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi nel dicembre del 2023.
Ad oggi però, a quasi 2 anni da quel giorno, e dopo più di un milione e 300mila euro investiti per i lavori, questi ultimi risultano essere completamente bloccati. Un simbolo storico dello sviluppo tecnologico partenopeo attualmente abbandonato a sé stesso, nonostante le promesse delle Istituzioni.
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