
Stop alle nuove costruzioni nell’area dei Campi Flegrei interessata dal rischio bradisismo, in bilico anche il progetto Italsider. Lo ha deciso il Consiglio regionale della Campania, presieduto da Gennaro Oliviero, approvando il disegno di legge che introduce nuove norme urbanistiche per quel territorio.
Il divieto riguarda i comuni di Pozzuoli, Bacoli e Napoli (quartiere di Bagnoli e parte della municipalità di Soccavo/Pianura e di Posillipo). È stato il Governo, su proposta del ministro della Protezione civile Nello Musumeci, a richiedere alla Regione l’adozione di questa norma che impedisce la possibilità di nuove costruzioni nel perimetro di territorio individuato dalla legge, che s’inserisce tra le misure urgenti adottate dall’esecutivo per la prevenzione del rischio sismico connesso al fenomeno del bradisismo.
Il divieto, che entrerà in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione sul bollettino ufficiale della regione, riguarda lo stesso territorio dove era già stato vietato di costruire nuove case da un decreto-legge del governo dello scorso giugno.
Con lo stop alle costruzioni nei Campi Flegrei la situazione si complica; con il progetto di riqualificazione dell’ex Italsider a Bagnoli, recentemente avallato dal Governo Meloni. Questo piano prevede la costruzione di oltre mille nuovi alloggi e 467 mila metri cubi di sviluppo residenziale, contraddicendo in parte la filosofia dietro il divieto di edificazione appena introdotto. Un paradosso che rischia di complicare dopo oltre trent’anni di attesa l’opera di risanamento ambientale «più ambiziosa d’Europa», la definì la stessa Giorgia Meloni a Napoli.
Per superare l’impasse, un gruppo di parlamentari dem, tra cui il figlio primogenito del presidente della Regione Campania, Piero De Luca, e Marco Sarracino, responsabile Mezzogiorno della segreteria Schlein, aveva presentato un emendamento per escludere dal divieto «i programmi di risanamento ambientale e di rigenerazione ambientale in corso o adottati» a Bagnoli. Una deroga per permettere proprio la realizzazione del piano siglato tra il Governo e il commissario straordinario per Bagnoli-Coroglio, Gaetano Manfredi.
L’emendamento è stato bocciato dall’esecutivo, a pesare per il no sarebbe stata la fermezza proprio del ministro della Protezione civile Nello Musumeci, che il 21 maggio scorso, il giorno dopo la scossa di magnitudo 4.4 che costrinse quasi mille persone a lasciare le proprie case, definì «criminali» le scelte che «negli ultimi 70 anni hanno consentito l’insediamento di ottantamila persone» nel centro di Pozzuoli e nelle zone circostanti.
I Campi Flegrei sono una vasta area vulcanica attiva, storicamente caratterizzata dal fenomeno del bradisismo (letteralmente “movimento lento del suolo”). Si tratta di una deformazione del suolo che comporta fasi di lento abbassamento (subsidenza), alternate a fasi di sollevamento più rapido, queste ultime accompagnate generalmente da terremoti superficiali e di bassa magnitudo.
L’origine del bradisismo e della sismicità che hanno interessato i Campi Flegrei negli ultimi 16 anni sarebbe da attribuire a una possibile risalita di magma da una profondità – relativamente superficiale – tra i 4 km e gli 8 km. Ad affermarlo uno studio pubblicato il 13 settembre 2024 sulla rivista Nature – Communications of Earth and Environment, condotto dai ricercatori dell’Osservatorio Nazionale Terremoti e dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), in collaborazione con l’Università di Roma Tre e l’Università di Ginevra.
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