
È in libreria da qualche mese il racconto “Storia di un (quasi) amore in quarantena”, primo libro del giornalista napoletano Davide Gambardella, edito da Graus Editore e scritto in piena quarantena.

Il volumetto stampato subito dopo il lockdown, nel luglio 2020, apre una finestra sulle storie in quarantena, sugli amori, sulle convivenze e i tradimenti della fase di chiusura, così come già accaduto per altri autori, ma la narrazionedi Gambardella è alquanto insolita e si distingue dalle altre. E’ il racconto di una storia nuova e inaspettata ai limiti della legalità, vissuta in marzo nella fase di lockdown per il Covid-19.
I due protagonisti si incontrano in chat come tanti della loro generazione, e decidono di sfidare leggi e restrizioni imposte dai DPCM – anche questi ormai entrati nel nostro quotidiano – per vivere preziosi attimi di intimità, e condividere il tempo tra bicchieri divino e piatti di cucina, musica, tra chiacchiere in auto, squilli di telefono, momenti rubati, corse fugaci in libreria a sfogliare libri.
Gambardella si ispira per questa storia di fantasia alla letteratura di Kerouac e Bukowski, nonché al realismo erotico, e accende nel piccolo appartamento di Tor Bella Monaca un mondo di sentimenti travolgenti. Roma sullo sfondo del romanzo, ci appare bellissima con i suoi tramonti e i palazzi enormi. La bella Tatiana, fanciulla russa vive a Roma, e sogna la dolce vita: “è femmina come l’arte, come i versi di poesia, come la guerra”, è una donna determinata e intensa, con una vita piena di storie da raccontare. Durante la fase di chiusura inizia anche a dipingere sulla terrazza di casa, dove vive con Irina, e dove ritorna ogni volta dopo gli incontri furtivi.
Il libro si conclude con un finale inatteso per il protagonista, che apre di nuovo la strada per racconti sulla sessualità, sulle relazioni, sugli amori e sulle difficoltà di percorso, sulla diversità.
Nella prefazione a cura di Enrico Parolisi si legge di una generazione quella dei ragazzi italiani tra i 30 e i 40 anni senza nome e senza definizione, di una generazione fatta di un meltin’ pot di ceti sociali e di etnie, alla ricerca di una collocazione nel mondo. Ma a modo suo, una generazione che brucia! che ama! che resiste!
Aleggia tra le pagine del romanzo un’atmosfera tipica dei film di Bertolucci come in “The Dreamers” oppure in “Ultimo Tango a Parigi”. Davide Gambardella mette a segno così, il suo primo romanzo, e ci restituisce tutta la poesia grottesca che regna sulla sua generazione.
di Mina Grasso
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