
Il 18 settembre 2008, a Castel Volturno, un commando armato guidato dal boss Giuseppe Setola uccideva 6 ragazzi ghanesi, innocenti. Su di loro si è detto di tutto, che fossero spacciatori, che quell’atto non rappresentasse altro che una resa di conti per droga, ma la verità è solo una: la camorra quel giorno uccise degli innocenti incensurati, fatti passare per colpevoli solo perché africani.
Oggi, 18 anni dopo quella che viene ricordata come “Strage di San Gennaro” le Istituzioni, le realtà associative, religiose, civili e militari della città si sono riunite sul luogo in cui fu commesso quel crimine, per ricordare la ferita aperta dalla camorra a Castel Volturno, per far sì che “quel sangue versato non muoia”.
Alla presenza delle Istituzioni, delle principali autorità religiose, civili e militari della città, le realtà associative del territorio, anche insieme al Centro Studi Officina Volturno e Magazine Informare, si sono riunite per commemorare le strage, che portò alla morte di:
KWADWO OWUSU WIAFE Nkroanza (Ghana) 5/5/1980 – Castel Volturno 18/09/2008
IBRAHIM ALHAJI Kumasi (Ghana) 16/08/1989 – Castel Volturno 18/09/2008
KARIM YAKUBU (AWANGA) Nkroanza (Ghana) 09/06/1980 – Castel Volturno 18/09/2008
KUAME ANTWI JULIUS FRANCIS Nkroanza (Ghana) 24/11/1977 – Castel Volturno 18/09/2008
JUSTICE SONNY ABU Kumasi (Ghana) 01/12/1982 – Castel Volturno 18/09/2008
ERIC AFFUN YEBOAH, “TALLER” Kumasi (Ghana) 12/09/1983 – Castel Volturno 18/09/2008
JOSEPH AYIMBORA fu l’unico sopravvissuto, colui che ebbe il coraggio di testimoniare e denunciare portando alla condanna degli assassini del gruppo Setola.


Il momento di preghiera e raccoglimento ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle maggiori confessioni religiose del territorio, fra cui la presenza del Vescovo Lagnese. Come è di dovere ricordare in occasioni del genere, e come hanno ricordato diversi fra coloro che sono intervenuti durante la celebrazione, “commemorare” non può e non deve consistere in un mero esercizio mentale, ma in una spesa in termini fisici e sociali, una spinta che faccia sì che ciò che è accaduto il 18 settembre di 18 anni fa, non accada mai più. E da qui l’invito del movimento migranti e rifugiati di Caserta ad investire maggiori risorse ed impegno nel campo della residenza per gli immigrati, così come quello di Tommaso Morlando del Centro Studi Officina Volturno, ad introdurre un assessorato che si occupi specificamente della questione migranti a Castel Volturno.
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