
Strage a Rafah. Le fiamme divorano le tende, panico e devastazione tra i rifugiati dopo una bomba sul campo profughi di Tal Al-Sultan a Rafah.
L’esercito israeliano afferma di aver attaccato secondo obiettivi legittimi ai sensi del diritto internazionale perché certi della presenza “di terroristi di Hamas“. Tra le vittime – affermano – c’erano il capo dello staff di Hamas per la Cisgiordania e un altro funzionario di alto rango dell’organizzazione palestinese responsabile di attacchi mortali contro gli israeliani.
Un portavoce dell’autorità sanitaria controllata da Hamas ha detto che l’attacco ha ucciso 35 persone e ne ha ferite altre decine, la maggior parte dei quali donne e bambini. Ma il bilancio sale ora dopo ora: 40 almeno i morti.
Israele ha lanciato l’offensiva a Rafah nonostante le forti preoccupazioni degli alleati. Secondo Israele l’avanzata è necessaria per eliminare le restanti unità di Hamas a Rafah.
«Ho l’impressione che Israele stia seminando un odio che coinvolgerà figli e nipoti. Hamas è un conto, il popolo palestinese è un altro. Dovevano discernere tra le due cose e fare una scelta più coraggiosa dal punto di vista democratico».
Sono le parole del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che – intervenendo a SkyTg24 Live in Milano – commenta la strage di civili provocata dal raid israeliano sul campo profughi di Tal as-Sultan, a Rafah. Gli uomini, le donne e i bambini morti carbonizzati nell’attacco israeliano sulla tendopoli nella città a sud della Striscia di Gaza sollevano un coro di condanna dai partiti di opposizione italiani.
Medici Senza Frontiere (Msf), ha reso noto. «Siamo inorriditi, quello che è successo dimostra ancora una volta che nessun luogo è sicuro a Gaza. Continuiamo a chiedere un cessate il fuoco immediato e duraturo», ha detto l’infermiera italiana Gaia Giletta da Rafah. Il Centro è stato aperto il 15 maggio nella zona di Tal Al Sultan per ricevere i pazienti vittime di traumi.
Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa il numero delle vittime sarebbe salito a 40. L’agenzia ha citato la Mezzaluna Rossa Palestinese (Prcs) che ha riferito che molte delle persone all’interno delle tende sono state «bruciate vive».
La Prcs ha aggiunto che gli ospedali della zona «non sono in grado di gestire il gran numero di vittime dovuto alla deliberata distruzione del sistema sanitario di Gaza da parte dell’occupazione israeliana». Fonti locali hanno inoltre riferito all’agenzia che almeno otto missili hanno colpito la tendopoli, recentemente allestita vicino ad un magazzino dell’Unrwa.
Durissima la reazione della Turchia:
«Faremo di tutto affinché questi barbari vengano ritenuti responsabili». Davanti alla giustizia per i «crimini» che hanno commesso, ha affermato il presidente turco Erdogan. Citandondo in causa il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il suo governo. Durante una conferenza a Istanbul, il leader turco ha paragonato Netanyahu ad Adolf Hitler e Slobodan Milosevic, aggiungendo che l’attacco di Israele contro un campo profughi a Rafah «rivela il volto sanguinoso» del premier israeliano.
Sdegno è stato espresso anche da Arabia Saudita ed Egitto.
«Indignato dai raid israeliani che hanno causato numerose vittime tra gli sfollati a Rafah» si è detto anche il presidente francese Emmanuel Macron. «Queste operazioni devono cessare – ha aggiunto su X – Non ci sono zone sicure a Rafah per i civili palestinesi. Mi appello al rispetto del diritto internazionale e al cessate il fuoco immediato».
«Sono inorridito dalle notizie che arrivano da Rafah sugli attacchi israeliani che hanno ucciso decine di sfollati, tra cui bambini piccoli. Condanno questo fatto con la massima fermezza», ha scritto su X l’alto rappresentante UE Josep Borrell:
«Non esiste un luogo sicuro a Gaza. Questi attacchi devono cessare immediatamente. Gli ordini della Corte internazionale di giustizia e il diritto internazionale umanitario devono essere rispettati da tutte le parti», ha aggiunto Borrell.
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