
Ma nelle stazioni i treni non muoiono. Mai.
Ne avete mai visto uno che dopo essere stato annunciato, si ferma, apre le porte, impallidisce e poi non parte più?
Da una stazione si riparte sempre.
Con tutto il rispetto per Modugno, Carosone e Buscaglione, per la scuola genovese e per la canzone napoletana che l’hanno partorita la nostra canzone italiana é diventata maggiorenne grazie a due bolognesi: Lucio Dalla ed il poeta Roberto Roversi, che negli anni 70 con una trilogia di album ne alterarono la composizione biologica.
Questa canzone parla di un amore ritrovato e poi subito perso in una stazione.
L’attesa di un treno in una giornata autunnale in una stazione che di certo non è molto frequentata. Il suono di quella voce. Lui la riconosce. É Lei!
La sente parlare (esisteva ancora, non l’aveva sognata e non era morta), si nasconde nelle pagine del suo giornale. Finge di leggere e ascolta quella “voce meravigliosa” in frasi ordinarie…in interlocuzioni ferroviarie… poi una risatina… ed un tono greve per un appuntamento in ritardo…
E lui non ha il coraggio di afferarla e dirle ” io sono qui… io sto qua”. Il treno arriva, lei sale e va via… non vi sono bombe.
I treni non muoiono mai e vanno via. Bologna, i bolognesi come i treni ripartono sempre
di Vincenzo Russo Traetto
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...
San Gregorio Armeno è una delle strade più caratteristiche di Napoli e proprio grazie alle sue botteghe è diventata una de...
Era l’equinozio di autunno, precisamente il 21 settembre dell’anno 19 a. C., quando il Vate lasciò le sue spoglie mortal...
Il cortile del Maschio Angioino è pronto a trasformarsi in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto di musica e teatro....