
In Sudan è scoppiata la guerra civile. A fronteggiarsi sono due fazioni dell’esercito: quello regolare guidato da Burhan e i paramilitari di Hemedti.
La storia recente del Sudan è a dir poco tumultuosa. Dopo 30 anni di governo dittatoriale sotto il pugno di ferro di Oman al-Bashir, nel 2019, a seguito di una rivolta popolare senza precedenti, il dittatore viene destituito.
A destituirlo sono le stesse forze militari che lo avevano difeso e supportato per tutto il suo governo. Il motivo di questo tradimento è semplice quanto meschino. I vertici dell’esercito, vedendolo ormai indebolito, decidono di abbandonarlo nella nave che affonda per poter partecipare alla creazione del nuovo stato da vincitori.
Detto fatto. In seguito al colpo di stato le forze di protesta civili e i militari istituiscono un Consiglio Sovrano composto da civili e militari, per governare il Paese transitoriamente fino al 2022. Il Governo provvisorio avrebbe dovuto gettare le basi per una transizione democratica. Nel 2022 viene richiesta una proroga del Consiglio in carica fino ad Aprile del 2023.
Ad Aprile del 2023, invece che aversi elezioni libere e democratiche, scoppia la guerra civile. Il motivo? Sia le forze dell’esercito militare di Burhan, sia la fazione opposta, quella dei paramilitari di Hemedti, si sentivano “messe da parte” nell’ambito del governo misto con i civili. Probabilmente tutta questa “democrazia” ha destabilizzato i comandanti, che più che destituire il dittatore al-Bashir, volevano succedergli. Degli ideali politici dei civili non c’è più nemmeno l’ombra.
Imbracciati i fucili, le forze militari sono scese per fronteggiarsi tra le strade della capitale Khartum che in poche ore è diventata un campo di guerra che farebbe rabbrividire un girone infernale. Le vittime civili aumentano minuto dopo minuto, i feriti sono già migliaia e gli ospedali sono al collasso.
Solo il tempo ci dirà se la volontà di riscatto del Sudan vedrà nuova luce o se salirà al governo un nuovo dittatore. Certo è che se non si mette subito fine al conflitto armato, chiunque governerà lo farà su un mucchio di polvere e sangue.
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