
Con la fine del 2023 il Superbonus non esisterà più. Sul fronte delle tasse aumenta da 5 a 10 anni il periodo di tassazione delle plusvalenze dalla vendita di case ristrutturate col Superbonus. In base al calo progressivo già previsto, il Superbonus nel 2024 calerà ulteriormente al 70%. Rimane al 110% fino a fine 2023 solo per le unifamiliari e condomini con lavori avviati nel 2022. Gli altri incentivi per l’edilizia (bonus ristrutturazioni, ecobonus, bonus verde e bonus barriere architettoniche) sono già finanziati almeno per un altro anno e quindi proseguiranno.
A cambiare è la rendita catastale: non c’è in questo caso Imu da pagare (le prime case sottoposte al tributo l’imposta sono le abitazioni di lusso, escluse dal Superbonus) ma il valore catastale, calcolato sulla rendita, ad esempio contribuisce al calcolo dell’Isee e un aumento potrebbe far perdere qualche agevolazione sociale. Quindi se il proprietario rivende, chi comprerà quella casa pagherà ovviamente di più l’imposta di registro. Se si tratta di seconda casa invece le conseguenze sull’Imu sono immediate. A riportare tale informazione è il Corriere della Sera.
Coloro che hanno ristrutturato una seconda casa, in caso di vendita entro dieci anni dai lavori, vedranno formarsi una plusvalenza, tassata al 26%, nel suo reddito. Tale calcolo della base imponibile da tassare, poi, sarà particolarmente sfavorevole. Per i primi cinque anni, i costi di ristrutturazione non potranno essere dedotti dalla plusvalenza, mentre per i cinque anni successivi saranno deducibili al 50%. Concretamente, da gennaio il carico fiscale su queste vendite aumenta in modo esponenziale. Sono esclusi gli immobili ereditati.
In merito alle case green, ossia immobili nuovi che rientrano nelle classi energetiche A o B, vi è una detrazione Irpef pari al 50%. Tuttavia, l’incentivo scadrà a fine 2023 e non sembra che ci sia la volontà di rinnovarlo. A tale proposito non ci sarà nessuna detrazione per incentivare all’acquisto di case più efficienti sul piano ecologico ed energetico.
La manovra non mette mano all’agevolazione e quindi per la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici per arredare un immobile in ristrutturazione. Ma in base alla normativa in vigore la spesa massima dal prossimo anno scenderà dagli attuali 8mila euro a 5mila. Il bonus under 36 viene confermato fino alla fine del 2024. Chi rientra in questa fascia di età potrà avere una copertura per il mutuo sulla prima casa. La garanzia sarà al massimo dell’80%. C’è anche il requisito dell’Isee che non deve superare i 40mila euro all’anno e il mutuo deve essere pari a più dell’80% della casa che si acquista, inclusi gli oneri accessori.
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