
Sul Corso San Giovanni a Teduccio, nella periferia orientale di Napoli, riapriranno dopo 44 anni i cancelli dell’ex Supercinema, restituendo al quartiere uno spazio rimasto a lungo chiuso e inutilizzato. Un traguardo significativo per l’intera area, reso possibile grazie all’impegno di NEST Napoli Est Teatro ETS, realtà sociale e culturale nata e cresciuta a San Giovanni a Teduccio che, a partire dal 2014, ha già trasformato una palestra dismessa in un teatro stabile da 94 posti.
Il progetto, fondato e diretto da Adriano Pantaleo, Francesco Di Leva, Giuseppe Miale di Mauro e Giuseppe Gaudino, darà nuova vita allo storico edificio con la nascita del SuperNEST, che tornerà a essere un luogo di cultura e incontro per il quartiere e per i comuni limitrofi. Se fino agli anni Ottanta il Supercinema offriva esclusivamente una sala cinematografica, oggi il SuperNEST si prepara a ospitare un’offerta culturale più ampia e articolata. A raccontarne visione e obiettivi sarà Adriano Pantaleo, attore e cofondatore di NEST.
Aprire quel cancello dopo anni di separazione dai luoghi chiave della vita di molte persone è come riscoprire una capsula del tempo, dove i ricordi, rimasti cristallizzati, riaffiorano man mano che i raggi del sole tornano a investire l’ingresso dell’ex Supercinema. Sono queste le sensazioni restituite dalle parole di Adriano Pantaleo che ribadisce come: «Quella del SuperNEST fosse un’assenza sentita non solo da noi artisti, ma soprattutto dalla cittadinanza di San Giovanni e di tutta la zona est di Napoli, che è una zona numericamente rilevante. ILnostro impegno abbraccia realtà come quelle di San Giovanni, Ponticelli, Barra, ma anche dei primi comuni limitrofi a Napoli come Portici e San Giorgio a Cremano».
«La nostra idea ha avuto un ottimo riscontro non appena siamo entrati in possesso delle chiavi del Supercinema, tant’è vero che nel momento in cui abbiamo aperto il cancello che ormai era completamente mimetizzato con i palazzi e con le facciate del corso San Giovanni, si è riattivata una memoria storica legata a quello spazio da parte di tutta la cittadinanza che ci ha molto emozionato. Sono state tantissime le persone del quartiere che sono rientrate in quegli spazi e si sono commossi, perché lì hanno conosciuto i loro attuali compagni o perché lì si sono dati il primo bacio».
Le intenzioni del collettivo NEST fanno leva proprio sul valore sociale e sul rapporto personale che si può instaurare attraverso un’iniziativa culturale del genere: «L’idea che la funzione di un teatro e della cultura in generale non debba essere elitaria è la nostra missione. Noi all’interno del NEST – spiega Pantaleo –abbiamo una serie di politiche che vanno assolutamente in questa direzione, come l’abbonamento e i biglietti in sospeso e l’agevolazione che permette ai ragazzi fino ai 18 anni di entrare gratuitamente agli spettacoli. Abbiamo, inoltre, una serie di corsi totalmente gratuiti per maestranze teatrali, oltre che per attori, per formare elettricisti teatrali, macchinisti, scenografi, designer e tecnici del suono. Ciò accade proprio perché crediamo che la bellezza è lì dove non sempre si vede e speriamo che queste iniziative possano, invece, riaccendere nell’animo umano dei sentimenti che rendano queste persone dei cittadini migliori e non necessariamente degli artisti».
«Il programma di riapertura sarà a step. Il primo spazio che ci piacerebbe restituire alla comunità, già in questa estate, è appunto l’arena estiva. Verrà aperta una prima zona del foyer, che ci consentirà l’accesso all’arena, dove vorremmo organizzare un festival che prevede proiezioni cinematografiche, ma anche spettacoli teatrali, performance, musica, poi successivamente ci concentreremo sulla sala grande e infine sulle altre due sale. Prevediamo l’apertura completa del SuperNEST entro due anni, ovviamente parliamo di una struttura di oltre duemila metri quadri, insomma, è veramente un’impresa incredibile».
Adriano Pantaleo ribadisce anche che l’intero progetto di ristrutturazione dell’area di circa duemila metri quadri è possibile grazie ai sostenitori che possono aderire alla campagna di crowdfunding: «Sulla piattaforma Produzioni dal Basso è attiva una campagna di donazioni che serve proprio per finanziare la prima parte del progetto, quella appunto dell’arena estiva da riattivare, e ci piace segnalare appunto che uno dei più grandi finanziatori è stata Fondazione del Sud che ha donato centomila euro e ci sono, inoltre, una serie di realtà che ci sono vicine e che ci stanno aiutando a far risplendere l’intero quartiere».
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