
Supreme apre il primo store italiano a Milano e terzo in Europa, giovani e appassionati in fila per accedere al sancta sanctorum dello streetwear.
Dopo Londra e Parigi, l’arrivo di Supreme nella capitale della moda italiana si vociferava già dal 2019. Il brand aveva lasciato piccole indiscrezioni ma pandemia e alcuni problemi hanno portato a posticiparne l’apertura. La difficolta contro Supreme Italia, un fake a tutti gli effetti legali ha portato a ritardare la registrazione del marchio effettivo. Dal 6 maggio, giorno dell’inaugurazione, lo store è operativo.
L’apertura è stata tuttavia sviata da una news divenuta virale. L’insegna dello store ritratta in una foto lascia intenderne il ladrocinio. Fake news o strategia d’hype restano opzioni poi smentite. Si è trattata di una semplice operazione dello staff. In neanche 24 ore dalla sua inaugurazione, file di persone riversate in quel di Brera nei pressi di Corso Garibaldi. Assembramento scansato grazie a transenne e alla possibilità di prenotare in anticipo i capi online.
Bramata dia tutti è la “box logo”, T-shirt celebrativa dell’evento milanese. Raffigura l’Ultima cena di Leonardo da Vinci ed ha un prezzo poco inferiore ai 50 euro destinato ad aumentare vertiginosamente sui siti reselling. Già per altre aperture si era verificato l’accaparramento della t-shirt che celebra l’apertura, non sempre per possederla ma per guadagnarvi rivendendola.
Lo store, di 100 metri quadrati, ispira al regno divino dello streetwear. Sorto sotto la Madonnina, è uno spazio minimal perfettamente studiato. All’ingresso figurano le sculture di Mark Gonzales, alle pareti i murales di Nate Lowman più una maxi-installazione di Weirdo Dave. Il tutto rende il punto vendita un concentrato di coolness street richiamo per tutti i giovani.
di Chiara Del Prete
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