
Il termine Tableau Vivant, dal francese “quadro vivente”, indica un genere performativo che evoca un quadro famoso, una scultura, una rappresentazione religiosa, una immagine celebre facilmente riconoscibile da parte dello spettatore, attraverso il mettersi in posa di attori teatrali, modelli e ballerini. I performers, senza muoversi né parlare, ricreano dal vivo una scena significativa appartenente ad un’opera d’arte esistente.
Questo tipo di performance dall’origine antica è stata spesso ritenuta una pratica secondaria nella categoria delle arti visive, ma nonostante questo ha saputo sopravvivere assecondando il mutare dei tempi e dei codici culturali. Infatti, in questo suo continuo rinnovarsi, il tableau vivant sembra essere risorto in forme d’arte più contemporanee.
Vediamo come nel corso degli anni il genere performativo si è intrecciato perfettamente con alcune delle sperimentazioni fotografiche e filmiche. Ad esempio, Pier Paolo Pasolini, nel suo film “La ricotta“, inserisce la riproduzione di due celebri dipinti incentrati sul momento conclusivo della Passione di Cristo: la Deposizione dalla Croce di Rosso Fiorentino del 1521, destinato alla Cappella della Croce di Giorno a Volterra, e il Trasporto di Cristo di Jacopo da Pontormo.
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