
Mercoledì 3 novembre 2021, Teatro Nuovo Napoli. Così è (o mi pare) adattamento e regia Elio Germano
In un salotto dell’alta borghesia si sviluppa Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello che mette in discussione l’idea di “verità assoluta”. Un intero paesino viene turbato dall’arrivo del signor Ponza e della signora Frola, un genero e sua suocera che sembrano raccontare versioni diverse di una stessa storia con “protagonista” la moglie e figlia, la signora Ponza. I cittadini non sanno più a chi e a che cosa credere, ma non possono smettere di indagare alla ricerca di una verità che, forse, non esiste.
La riscrittura di Elio Germano, fra teatro, cinema e videogame immersivo, cala il testo del drammaturgo siciliano nella società moderna, dove lo spettatore è calato nella storia e, grazie alla realtà virtuale, si trasforma in uno dei protagonisti, che vede e
ascolta tutto.
Gli spettatori, sessanta per ogni replica, vengono fatti accomodare in platea e attrezzati di un visore per la Realtà Virtuale e delle cuffie audio. Una volta fatta partire la visione, ci si trova catapultati in scena nel “corpo” di un personaggio della pièce, circondati dagli altri
attori che, se il copione lo richiede, si rivolgono al pubblico, e dal suo “corpo virtuale” esce una voce di risposta alle loro sollecitazioni.
Si apre così la possibilità di un’esperienza unica nel suo genere, utile alla finalità del racconto e alla riflessione sul tema pirandelliano di cosa sia reale e cosa sia vero.
La prospettiva è duplice: individuale e collettiva. Attraverso la visione simultanea, lo spettatore si trova immerso nella stessa vicenda cui assistono gli altri, ma può scegliere dove e cosa guardare.
Contemporaneamente, nello stesso spazio, altre persone vivono la medesima esperienza, tanto che al termine è possibile confrontarsi rispetto a quanto visto e sperimentato: esattamente come a margine di uno spettacolo teatrale o di un film.
Di Redazione Informare
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