
Da Casertana negli anni ho visto scomparire pian piano tutti i cinema cittadini, trovandomi improvvisamente senza sapere dove andare per godermi un film. Nonostante negli anni ci sia stato rumore a riguardo, Caserta e provincia rimangono ancora senza una sala. Discutiamo con Francesco Massarelli, direttore artistico del Teatro Ricciardi di Capua che, negli ultimi anni, ha sostituito i cinema ormai mancanti nella provincia.
Senza cinema il Teatro Ricciardi ormai funge da sala, com’è la situazione del cinema oggi a Caserta?
«Noi, come Teatro Ricciardi, siamo una struttura classica e facciamo una programmazione di qualità, ma commerciale con poi film più particolari. Seguiamo l’orientamento del pubblico e il nostro pubblico ama il cinema italiano di qualità. Il problema dei piccoli cinema in provincia sono spesso i distributori stessi, che ci legano le mani. I costi sono alti e se non si ha un buon bacino di pubblico si va in perdita. Ora, ritornando alla situazione di Capua, credo che dovrebbero esserci altre sale e quelle sale dovrebbero condividere informazioni per fare un’offerta differenziata. Al momento purtroppo su Caserta sembra che non ci sia una nuova prospettiva sull’avere un cinema».
E parecchio triste doversi per forza ritrovare al centro commerciale per andare al cinema. «Io non ho menzionato il centro commerciale Campania perché per me quello è un non-luogo, hanno pure organizzato degli eventi all’Uci Cinema ma sono spesso molto sterili e i registi spesso non si fermano neanche a parlare col pubblico. Cito il caso di Garrone che venne, salutò e andò via. Un luogo sterile e anche distaccato dalla città. Molto spesso manca anche un pubblico attento, però ovviamente dovremmo essere noi, operatori culturali con la scuola e le istituzioni, a dare possibilità e luoghi al cinema per fiorire».
Riflettendo ancora sulla questione, spesso questa provincia è una terra da dove provengono tanti artisti e fa parte di un immaginario cinematografico ben preciso. Si fa cinema sulla provincia senza poi riportarlo nella provincia stessa. Letteralmente un paradosso e Massarelli afferma che «Si, la lista dei registi e attori proveniente dal territorio casertano si allunga sempre più e il perché tutto questo non ritorni indietro è un mistero. C’è da dire che i nostri artisti non sono distaccati dalla loro terra d’origine tra De Angelis, Marco d’Amore, Servillo e altri spesso ritornano qui per eventi diversi e si concedono facilmente. Gli artisti non si sono affatto dimenticati del nostro territorio ma c’è una pigrizia generale e un problema istituzionale. La cultura è passata in secondo piano e bisogna lavorare molto sulle scuole».
Ritornando al Teatro Ricciardi, come gli incontri con gli autori arricchiscono la visione cinematografica?
«Abbiamo fatto un evento a Capua quest’estate e sono venuti artisti come Pietro Marcello, Lino Musella e Teresa Saponangelo. E nel caso di questo evento per esempio abbiamo fatto presentare a Pietro un film diverso dal suo in modo da rendere la circostanza anche più unica. Nella scelta ho prediletto i giovani autori, ora affermati, che io conosco da anni; parlando per esempio di Pietro e Pippo Mezzapesa, ho presentato i loro primi documentari e ora sono abitudinari dei grandi festival. Ho cercato prima i giovani per mostrare un cinema fatto di sacrificio per l’arte».
Massarelli racconta anche dell’incontro con Albanese e del suo film Cento Domeniche: «Abbiamo ospitato Antonio Albanese per la presentazione del suo film Cento Domeniche ed è una persona fantastica, attenta al pubblico e generosa. Molti ospiti come lui vogliono parlare di quello che fanno senza essere arroganti e boriosi. Durante l’incontro abbiamo discusso di registi del calibro di Ken Loach e Mike Leigh ed è stato un incontro prezioso con una persona interessante e non solo per pubblicizzare il film».
Cosa dobbiamo aspettarci dal Teatro Ricciardi nei prossimi mesi?
«Da gennaio in poi offriremo visioni più autoriali, recupereremo Anatomia di una caduta di Justine Triet e Palazzina Laf di Michele Riondino. Arriverà Povere creature di Lanthimos per cui c’è una grande attesa. Poi un’altra attesa importante è quella per Caracas, il nuovo film di Marco d’Amore che esce a fine febbraio e sarà in sala con tanto d’incontro con Servillo e d’Amore».
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