
Chiave importante del pensiero eracliteo è la teoria del divenire. Il filosofo concepisce il mondo come un flusso perenne in cui tutto scorre. Nulla di complicato, Panta Rei a Torino, passano i minuti mentre una città a circa 900 km di distanza comincia a cristallizzare momenti di non trascurabile felicità nel tempo, a fissarli per l’eternità, nella storia e negli occhi degli innamorati di un colore come quello del cielo e del mare. Si, il colpo di Raspadori al 93′ è un bacio passionale dopo una corte durata 33 anni. Ci siamo quasi, Napoli e il Napoli hanno imparato ad aspettare, adesso però sono pronti, da sistemare gli ultimi dettagli, intanto è partito il conto alla rovescia.
Partiamo dalla fine, dal campo? No da Capodichino. E’ notte fonda, l’aereo con a bordo i calciatori azzurri atterra e al suo arrivo diecimila persone sono lì per dire grazie. Perché se al fato o al destino, alla scaramanzia o alla superstizione ci si può credere o meno, chiudere (quasi) i conti contro contro i rivali di sempre, a casa loro, nei minuti finali, è un qualcosa che lascia spazio all’immaginazione e alla fantasia: “Ci pensi vinciamo lo scudetto proprio contro la Juventus”.
Un passo indietro, Allianz Stadium di Torino. Il Napoli arriva con un margine rassicurante per il primo posto, la Juventus deve centrare l’Europa per la prossima stagione. Gli azzurri per superare la dolorosa eliminazione ai quarti di Champions League contro il Milan, bianconeri con un occhio all’Europa League. L’arbitro fischia il calcio di inizio e partono meglio i padroni di casa ma gli uomini di Spalletti tengono bene il campo dimostrando una certa personalità anche con uscite dal basso rischiose ma precise. L’episodio da segnalare purtroppo non riguarda una chiara occasione da gol nei primi quarantacinque minuti ma una manata violenta di Gatti a Kvaratskhelia al 30′. Fabbri non viene richiamato dal Var, si continua e il primo tempo termina in parità, anche di uomini in campo per una mancata espulsione.
Nella ripresa sono tante le emozioni. Il match è intenso e combattuto. Il Napoli nel secondo tempo arriva più di una volta dalle parti di Szczęsny. Osimhen in tre minuti crea il panico tra i difensori bianconeri. Al 70′ scheggia il palo esterno dopo un’azione insistita di Elmas subentrato dalla panchina. Il bomber azzurro ci riprova dopo sessanta secondi con un colpo di testa – centrale – su calcio d’angolo battuto da Zielinski, poi ancora al 73′ quando su assist illuminante di capitan Di Lorenza, Victor arriva a girare al volo dopo un inserimento perfetto ma il pallone termina di poco alto sopra la traversa.
Dal minuto ottanta fino al triplice fischio succede di tutto. Su una ripartenza bianconera Di Maria trova il gol, lo Stadium festeggia la rete del sorpasso ma Fabbri vuole vederci chiaro. On-field review, l’arbitro consulta il monitor e annulla il vantaggio della Juventus per un fallo di Milik su Lobotka prima che il contropiede si sviluppasse. Gli azzurri resistono agli attacchi, non perdono mai la testa anche quando al 92′ Cuadrado si tuffa in area cercando un contatto con Juan Jesus e reclamando un calcio di rigore che l’arbitro giustamente non concede. Mancano tre minuti al termine e si gioca sotto un diluvio: Zielinski e Osimhen inventano con uno scambio ad alte frequenze, l’attaccante azzurro arriva anche a calciare, Szczęsny para ma poi…
92.47 è il momento esatto dell’impatto tra il mancino di Giacomo Raspadori e il pallone che non tocca mai terra se non quando termina nella porta juventina, è l’apoteosi. Adesso quasi tutte le scene del film sono state girate, questa appena descritta è una di quelle che fa saltare dal divano e magari ti fa venire voglia anche di montare su uno scooter e seguire dei ragazzi che stanno facendo di un sogno qualcosa che si può toccare realmente, anzi diciamo anche si può cucire. Manca solo la data di uscita, il calcolo è semplice: se il Napoli sabato prossimo batte la Salernitana e la Lazio domenica prossima non vince contro l’Inter a Milano, tenetevi pronti…
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