
Arrivata l’autorizzazione da Washington a Kiev, è arrivato anche il primo attacco con i missili americani in territorio russo da parte dell’Ucraina. Putin e i media russi avevano avvertito sulle conseguenze catastrofiche di un eventuale utilizzo di armi americane, e proprio ieri era pervenuto un ulteriore avvertimento da Mosca, che ammoniva gli Usa sul non commettere errori “fatali”. Cosa succederà ora? Il rischio è davvero quello di una guerra nucleare?
Le forze ucraine avrebbero utilizzato missili americani Himars per colpire un sistema di difesa aerea con missili S-300 e S-400 nella regione russa di Belgorod. Si tratta del primo attacco del genere dopo l’autorizzazione di Washington a Kiev ad usare armi fornite dagli Usa per attaccare il territorio russo. Il video nei canali militari ucraini conferma l’uso di missili a lungo raggio nella regione già riferito dai canali Z russi. I sistemi distrutti erano a 50 km dal confine, e il loro utilizzo era anche volto alla devastazione di Kharkiv.
La regione di Belgorod è regolarmente presa di mira dall’esercito ucraino in risposta ai bombardamenti quotidiani delle città ucraine da parte delle forze russe. Sempre a Belgrod era avvenuto il 30 dicembre 2023 l’attacco più letale in territorio russo dall’inizio della guerra, con un bilancio di venticinque morti e circa cento feriti e centinaia di persone costrette a lasciare le loro case, e neanche un mese fa un ulteriore attacco con droni esploisvi aveva registrato sei morti e trentacinque feriti. L’attacco di oggi non ha invece registrato feriti, ma potrebbe avere carattere determinante per il suo valore simbolico
Da giorni arrivano da Mosca avvertimenti sulla decisione degli Usa di autorizzare l’uso di armi dell’Alleanza Atlantica all’Ucraina. L’ultimo proprio ieri, con il vice ministro degli Esteri Serghei Ryabkov che ha dichiarato: “Vorrei mettere in guardia gli americani da errori di calcolo che potrebbero avere conseguenze fatali”. Il rischio è quello che si concretizzi il peggior scenario possibile, quello da sempre minacciato in questi giorni da Mosca in caso di uso di missili americani.
Il rischio di una guerra nucleare è avvalorato dalle continue dichiarazioni dell’ex presidente russo Medvedev, che garantiva che sul nucleare non c’era nessun bluff, e da quelle dell’attuale presidente Putin, che si è sempre detto pronto allo sfociare dell’escalation nucleare. Senza dimenticare le esercitazioni nucleari con armi tattiche che da qualche tempo la Russia sta effettuando al confine ucraino. La speranza di uno scenario più moderato è data dalle parole del ministro della difesa Andrei Belousov, che assicurava che la risposta sarebbe stata sì “decisa” ma anche “proporzionata” alle minacce.
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