
Lo Stato italiano ci ha lasciato morire. La Terra dei Fuochi ha messo a rischio la vita di 3 milioni di persone nel casertano e nel napoletano. Lo Stato, pur a conoscenza della gravità della situazione, non ha agito in modo tempestivo. È ciò che si evince dalla sentenza definitiva della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha condannato l’Italia per violazione del diritto alla vita. “A rischio la vita dei residenti della Terra dei Fuochi“.
Dalla sentenza si legge anche: “La causa riguarda il deposito, l’interramento o la combustione di rifiuti su terreni privati, spesso ad opera di gruppi criminali organizzati, nelle aree della Campania note come Terra dei Fuochi, dove vivono circa 2,9 milioni di persone. Nell’area sono stati registrati tassi elevati di cancro e inquinamento delle falde acquifere”. Dopo anni e anni in cui si è provato in tutti i modi a sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema, finalmente si traggono le conseguenze del mancato intervento dello Stato. La camorra e l’imprenditoria locale è stata l’artefice di danni ambientali, mirando solo ed esclusivamente al guadagno della gestione rifiuti. Nel frattempo, però, lo Stato italiano ha chiuso entrambi gli occhi dinanzi a questi scempi. Di fatti la Cedu ha anche stabilito che l’Italia deve elaborare al più presto una strategia per affrontare la Terra dei Fuochi, tramite un monitoraggio indipendente e un’adeguata informazione pubblica.
La sentenza, tra l’altro, indica anche le precedenti conclusioni delle sette commissioni parlamentari d’inchiesta sulla gestione illegali dei rifiuti. Così erano arrivate a concludere sul fenomeno della Terra dei Fuochi:
Magazine Informare porta avanti da anni la battaglia per una giusta informazione sulla Terra dei Fuochi. Per anni è stato un fenomeno sottostimato e, in quanto tale, ha messo a serio rischio la vita di moltissimi campani. Non a caso, in passato il nostro periodico ha sempre sottolineato l’importanza del lavoro del Professor Antonio Giordano, oncologo direttore dello Sbaro Institute di Philadelphia, che fu tra i primi a lanciare l’allarme sulle ripercussioni salutari della malagestione dei rifiuti in Campania. Il Professor Giordano, infatti, scrisse un libro a riguardo intitolato “Monnezza di stato: la Terra dei Fuochi nell’Italia dei veleni”. Oltre ciò, lanciò il progetto “Veritas” tramite le cui ricerche arrivò ad evidenziare l’alta concentrazione di metalli nel sangue di pazienti oncologici del territorio di Giugliano. Il progetto previde anche degli eventi di sensibilizzazione per gli studenti liceali della zona. Il Prof. Giordano ci ha tenuto prontamente a commentare la sentenza: “Sentenza storica della Corte Europea. Lo Stato italiano con la Terra dei Fuochi ha toppato. Non c’è più tempo. Non c’è più tolleranza per l’inazione”.
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