
Dopo i momenti di panico che si sono susseguiti durante l’attività sismica di ieri, la vita nell’area dei Campi Flegrei dopo il terremoto continua con disagi, incertezze e la paura di nuove scosse. In molti hanno scelto di passare la notte in strada mentre almeno una decina di persone sono state ospitate nelle aree di accoglienza disposte dalle Protezione Civile. Nel corso della giornata di ieri ci sono stati tavoli e interventi delle istituzioni, nel mentre i cittadini restano dubbiosi sul proprio futuro.
Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha attivato il Centro Coordinamento Soccorsi per coordinare le procedure di accoglienza e di controllo agli stabili danneggiati dalle scosse. In merito alle ultime scosse – al termine di un tavolo di crisi a cui hanno preso parte il capo dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano, il capo dipartimento per la prevenzione e ricostruzione di Casa Italia Luigi Ferrara, il capo gabinetto Riccardo Rigillo ed il capo ufficio legislativo Francesco De Luca – è intervenuto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci:
Il perdurare dello sciame sismico, che in due mesi ha fatto registrare tre scosse ben avvertite dalla popolazione, suggerisce la necessità di procedere alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale nell’area dei Campi Flegrei. Il provvedimento risponderebbe essenzialmente all’esigenza di assicurare, in regime straordinario, la velocizzazione delle procedure già in atto, definite dalle varie norme varate dal governo Meloni nell’ultimo anno e mezzo in relazione al rischio sismico in atto nei Campi Flegrei, connesso al bradisismo. Chiederò quindi al presidente della Regione Campania la necessaria intesa, prima di portare la proposta di delibera all’esame del Consiglio dei ministri”.
Le ultime scosse di terremoto, come quelle degli scorsi mesi, sono dovute all’effetto del bradisismo che colpisce l’area dei Campi Flegrei da svariati anni. Dopo la scossa dello scorso 13 marzo il direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Mauro Di Vito, ha illustrato i rischi del fenomeno:
I rischi sono connessi con quello che è l’effetto del terremoto, cioè quello di poter generare danni agli edifici che, generalmente, sono i più vulnerabili alle scosse. Come tutti gli altri terremoti recenti dell’area dei Campi Flegrei, anche questi ultimi sono l’effetto della fase, iniziata nel 2005, generata dal fenomeno bradisismico, cioè un fenomeno che determina accumulo di stress dovuto alla deformazione crostale, e quando la crosta si rompe, genera terremoti. Ovviamente, sono eventi che generano effetti in superficie, anche locali, abbastanza significativi. C’è da dire anche che come abbiamo dimostrato nelle nostre mappe di accelerazione al suolo, l’accelerazione massima si registra solo in area epicentrale, molto vicina all’epicentro, ed è caratterizzata da una rapidissima attenuazione, già allontanandosi poche centinaia di metri dall’area epicentrale”.
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