L’Italia sospende gli accordi Schengen: lo ha reso noto il Ministro degli Interni Matteo Piantedosi. La decisione dell’Italia a blindarsi è stata rivendicata da Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, che si esprime a favore per motivi di ordine e sicurezza.
Preoccupante la minaccia terrorismo in Europa. Tanto da costringere il governo italiano a sospendere gli accordi Schengen. Salgono quindi a nove i Paesi dell’Unione, compresa l’Italia, che hanno notificato alla Commissione la sospensione della libera circolazione contro il rischio di attentati dovuto alle tensioni in Medio Oriente. La stessa misura è stata adottata da altri otto Paesi in Europa su alcune delle rispettive frontiere: Austria, Germania, Norvegia, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia, Svezia e Francia.
Gli accordi di Schengen, noti anche come Spazio Schengen, sono un accordo tra diversi paesi europei finalizzato all’abolizione dei controlli alle frontiere interne e alla creazione di un’area in cui le persone possono viaggiare liberamente senza dover sottostare a controlli doganali e di immigrazione alle frontiere tra i paesi aderenti. Il nome deriva dal villaggio di Schengen in Lussemburgo, dove è stato firmato il primo accordo nel 1985.
Finora la misura era stata adottata dal governo italiano in sole tre occasioni: dal 14 al 21 luglio 2001 durante il G8 di Genova, dal 28 giugno al 15 luglio 2009 durante il G8 dell’Aquila e dal 10 maggio al 30 maggio 2017 durante il G7 di Bari e Taormina.
“Il livello di minaccia di azioni violente è aumentato anche all’interno dell’Unione”, sono le parole arrivate nel pomeriggio di ieri da Palazzo Chigi. Non è un segreto il vertice – l’ennesimo da una settimana a questa parte – tra il governo e l’intelligence sul rischio terrorismo. Per il Ministro Ciriani si tratta di una decisione che permette di controllare meglio il flusso di persone in entrata ed in uscita nel contesto della rotta balcanica. Il rafforzamento della vigilanza italiana riguarda inoltre i confini con altri territori, come Austria e Svizzera, e in particolar modo il potenziamento della sorveglianza dei flussi migratori.
Previste identificazioni anche sulle navi di linea con apparecchiature per il foto segnalamento per ridurre a zero la possibilità che siano trasferite da Lampedusa alla terraferma persone di si ignora l’identità. Questo quanto affermato dal prefetto Valerio Valenti, commissario delegato allo stato di emergenza per i migranti.
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