
Ci sono aggiornamenti sul terzo mandato a sindaci e presidenti di regione. L’ultima e prioritaria proposta della Lega ha trovato nelle recenti settimane pochissima condivisione anche dalle parti della maggioranza, Salvini si è visto dunque costretto ad evitare la “conta” ritirando l’emendamento che proponeva il terzo mandato per i sindaci. È inoltre notizia dell’ultima ora il voto contrario del parlamento all’emendamento della Lega per i governatori di regione, battaglia sicuramente più rilevante per il carroccio che conta un governatore molto influente verso la fine del secondo mandato, Luca Zaia.
Siamo chiari fin da subito. La partita del terzo mandato è prioritaria per i partiti, non certo per il buon andamento della cosa pubblica. Qualsiasi retorica nel merito nasconde un interesse partitico specifico: la Lega ha bisogno di riconfermare Zaia in veneto, le altre forze di maggioranza sperano in un ricambio per ottenere un proprio candidato nel 2025. Diversa è la questione nel centrosinistra, compatto nel “non fornire stampelle alla destra”, secondo le dichiarazioni della segretaria del PD Elly Schlein, in linea con le altre opposizioni.
Ma è proprio all’interno del PD che la questione era, prima della bocciatura del provvedimento, più spinosa. La linea della segreteria era per un voto contrario, nonostante non tutti gli esponenti del partito fossero così in disaccordo con la Lega. Trattiamo nello specifico di Stefano Bonaccini e Vincenzo de Luca, che rispettivamente in Emilia Romagna e in Campania puntano verso una terza ricandidatura consecutiva. Ha infine prevalso la linea di Elly Shlein.
Il tema del terzo mandato per i presidenti di regione è dunque molto saliente nei circoli del PD campano. Di regola, la Costituzione prevede che statuti e leggi elettorali regionali siano scelti dalle regioni stesse, ed è proprio la Campania che nel merito del limite ai mandati non ha una normativa così precisa, la cui ambiguità potrebbe lasciare spazio a una terza candidatura di De Luca.
È dunque chiaro che l’approvazione dell’emendamento della Lega avrebbe lasciato ben contento il “governatore” della Campania, superando i dubbi delle leggi regionali. Ne consegue l’importanza della presa di posizione della segreteria di Elly Schlein che eviterebbe molto volentieri la ricandidatura dell’ormai sovrano del Regno delle due Sicilie, che conta su un potere ormai difficile da estirpare nelle sezioni campane del Pd.
Vi saluto ribadendo il contenuto di questo articolo. Se stavate cercando di capire quanto il terzo mandato avrebbe potuto incidere sull’efficienza delle nostre regioni, sono rammaricato dal comunicarvi che non troverete una risposta nel merito. Per quanto il tema possa però sembrarci completamente ininfluente, la partita è politicamente molto rilevante per gli equilibri interni dei vari partiti.
È interessante una recente dichiarazione di Salvini che si chiede “perché un governatore che abbia amministrato bene non possa essere confermato per la terza volta”, per comodità ve la parafraso io: se Salvini perde il Veneto, può anche fare le valige e salutare qualsiasi influenza possa ancora detenere all’interno del suo partito.
Mi scuso per la crudezza, ma suppongo che voi lettori desideriate un dibattito più centrato su temi di reale impatto per la cittadinanza. Ahimè, neanche questa volta sarete accontentati.
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