
Dal 2026 il concorso in magistratura prevederà un test psicoattitudinale, in aggiunta alle tradizionali prove scritte e orali. Il via libera proviene dal consiglio dei ministri di martedì, scatenando l’ennesimo conflitto tra politica e magistratura con la protesta dell’Associazione Nazionale Magistrati.
La norma viene presentata in un contesto di costante guerra tra politica in magistratura, che nasce con l’epoca delle grandi inchieste di Tangentopoli, per anni rinnovata e alimentata da Berlusconi e tutta la sua parte politica in pedissequa difesa. L’eredità di questa battaglia è stata evidentemente raccolta dall’attuale maggioranza di governo.
L’ultima offensiva è partita lo scorso dicembre, quando il ministro Crosetto denunciò di essere venuto a conoscenza di una non precisata riunione tra ignoti magistrati pronti ad attaccare il governo. Il ministro non ha mai dato conto delle sue dichiarazioni, lasciando nella vaghezza il racconto di un eventuale complotto di cui gli italiani sarebbero ben lieti di essere informati. Tutto normale, la destra non è interessata al fatto in sé, basta trovare il pretesto per continuare ad attaccare la magistratura. È una campagna di comunicazione, niente di più.
L’introduzione dei test psicologici sono la naturale prosecuzione di questi attacchi. È difficile pensare che i test basati sul modello Minnesota siano effettivamente utili a garantire una classe di magistrati impeccabile, ma sono un messaggio molto forte: i magistrati sono mentalmente instabili.
La polemica parte dall’opposizione dell’Associazione Nazionale Magistrati per il tramite del suo presidente, Giuseppe Santalucia. L’Anm denuncia l’ennesimo attacco alla categoria atto a demonizzare gli inquisitori, specialmente quelli impegnati in inchieste contro il governo.
Non è chiaro il motivo per cui i magistrati debbano essere gli unici dipendenti pubblici ad essere sottoposti a questi test. Si è recentemente esposto sul tema anche Nicola Gratteri: “Test psicologici ai magistrati? Allora facciamoli anche a chi ha incarichi di governo”. Vero. I magistrati che indagano sulla politica vanno controllati, i politici che sparano alle feste di capodanno no.
Non siamo nati ieri, a breve ci saranno le elezioni europee e torna molto comodo rinnovare gli attacchi al nemico per antonomasia della destra. Ma questa trentennale campagna di delegittimazione ha condotto una parte dell’elettorato italiano ad una sostanziale diffidenza nei confronti della magistratura. Il colpevole non è più il politico che commette degli illeciti, ma il magistrato che indaga.
È dai tempi di Craxi&co che si cerca di spostare il centro dell’attenzione dai reati contestati a indefiniti complotti da parte della magistratura, impegnata a sovvertire l’indirizzo politico del paese con le inchieste. Non sono un problema le schifezze nelle aziende della ministra Santanchè, non le rivelazioni di segreto d’ufficio del sottosegretario Delmastro; c’è invece qualcuno che tenta di combattere il governo facendo un uso politico della giustizia. La narrazione è questa.
La norma alimenta dunque un clima in cui, appellandosi ad una millantata mancanza di terzietà da parte della magistratura, si attacca l’autonomia di quest’ultima. Lo stato italiano non può essere considerato uno stato democratico se i magistrati utilizzano le inchieste con finalità politica, certo; ma se un magistrato, impegnato in un procedimento ai danni di un esponente politico, deve tener conto delle conseguenze che questa potrebbe avere sulla propria carriera e reputazione, minando l’indipendenza che definisce il potere giudiziario stesso, possiamo definirci uno stato di diritto?
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...