
Se ne parla da mesi ma finalmente la Thailandia sembra essere arrivata ad una svolta decisiva (o quasi) per quanto riguarda l’approvazione dei matrimoni omosessuali. La Camera bassa del Parlamento thailandese ha approvato mercoledì 27 marzo 2024, un disegno di legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, aprendo la strada affinché il regno diventi la prima nazione del sud-est asiatico a riconoscere l’uguaglianza dei matrimoni Lgbtq. La Thailandia quindi potrebbe diventare il secondo Paese in tutta l’Asia a consentire la registrazione delle unioni dello stesso sesso dopo Taiwan e il primo del Sudest asiatico.
Una buona notizia per la comunità Lgbtq del Paese, una delle più vivaci e attive del Sud Est asiatico. Il disegno di legge è passato con 399 voti a favore e 10 contrari: dovrà essere approvato ora dal Senato prima di essere sottoposto al re.
Qualcosa sta cambiando ed è incredibile che avvenga a dispetto di un’ostinazione di certi Paesi europei come la Polonia a combattere contro qualsiasi riforma a tutela delle unioni omosessuali. La nuova legge per la legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, è stata passata con il voto a favore di 400 dei 415 deputati presenti: 10 si sono opposti, 2 astenuti e 3 erano assenti. Il dibattito è durato quasi 4 ore. La legge definisce il matrimonio come unione di due individui, modificando la definizione attuale, che invece lo indica come l’unione di un uomo e di una donna.
Di conseguenza, tale legge garantirà alle coppie sposate omosessuali diritti uguali a quelle eterosessuali per quanto riguarda le adozioni, alcuni benefici fiscali, l’accesso all’eredità e la possibilità di prendere decisioni mediche per il partner qualora fosse incapace di farlo autonomamente.
Un sondaggio condotto lo scorso novembre e che ha reso noto il governo indica che il 96,6% della popolazione approva il provvedimento. Se la misura dovesse essere approvata in via definitiva, la Thailandia sarebbe il terzo paese asiatico a legalizzare le unioni omosessuali, dopo Taiwan e Nepal.
È un processo che genera una vera e propria svolta storica senza precedenti.
La Thailandia dal 2014 è sostenuta da un governo guidato dai militari che hanno preso il potere dopo un colpo di Stato, che ha rimosso il governo democraticamente eletto guidato dal partito Pheu Thai. Le elezioni del 2019 sono state sbilanciate a favore dei militari che hanno nominato direttamente tutti i 250 membri del Senato. Di conseguenza, il Palang Pracharat Party, sostenuto dai militari, è riuscito a formare il governo.
Lo scioglimento del partito politico Move Forward Party ha scatenato contese e proteste di massa nel 2020 che hanno invaso il Paese. Nonostante la presenza ingombrante dei militari e un re, Maha Vajiralongkorn, i movimenti per i diritti LGBT sono cresciuti sempre di più, riuscendo ad esercitare tensione sulle istituzioni.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...