
Elon Musk continua a far parlare di sé, nel bene e nel male. La piattaforma X – meglio nota come Twitter, per i più nostalgici – è nuovamente al centro di accese discussioni che, talvolta, coinvolgono la stessa Unione Europea. L’ultimatum, inviato da Thierry Breton, parla chiaro: il presidente di X ha 24 ore per dare una risposta alla richiesta dell’UE di porre fine al flusso indiscriminato di fake news sulla sua piattaforma, nell’ambito dell’attacco di Hamas.
L’ultimatum arriva dal commissario europeo per il mercato interno e i servizi, il quale, tramite una lettera diffusa sul suo stesso account X, denuncia l’elevatissimo numero di informazioni errate che vengono diffuse giornalmente sulla piattaforma. Sono tre le richieste poste da Breton: maggior trasparenza riguardo i termini e le condizioni di quello che può o non può esser pubblicato su X, un’eliminazione immediata di contenuti illegali segnalati dall’UE, un’attenzione particolare alla pubblica sicurezza. Elon Musk ha successivamente risposto con un post sul suo profilo, chiedendo che venissero elencate tutte le violazioni di X a tal proposito; cosa che, a rileggere la lettera di Breton, è stato già ampiamente fatto. Elon Musk potrebbe quindi incappare in una serie di provvedimenti e sanzioni senza attenuanti. Ed il motivo risiederebbe nella scelta, da parte del presidente di X, di non aderire al Digital Services Act.
Il Digital Services Act è un regolamento dell’Unione Europea promulgato il 19 ottobre 2022, proposto da Margrethe Vestager e dallo stesso Thierry Breton. Gli obiettivi principali del regolamento riguardano la tutela dei minori, la segnalazione di contenuti prodotti dall’intelligenza artificiale e la rimozione di contenuti illegali. Elon Musk, con la sua piattaforma, non ha aderito al nuovo codice di condotta, ritrovandosi così in una lista di osservati speciali al fianco di Facebook, Instagram, Amazon Store, YouTube, AliExpress, Wikipedia, Zalando, Pinterest, Google Play, Apple AppStore, Alibaba, Google Maps, Google Shopping, Booking.com, LinkedIn e Snapchat. L’adesione al codice è volontaria, sì, ma ha creato inevitabilmente un abisso tra il mondo di X e la comunità europea.
In una situazione delicata come questa, in cui spesso sono le grandi testate giornalistiche mondiali a riportare informazioni errate o manipolate, la diffusione di fake news sui social è dannosissima. Piattaforme come X, Instagram e Facebook permettono una circolazione di notizie più rapida, immediata e tempestiva, oltre ad esser notevolmente trafficate. E non abbiamo bisogno di notizie false in un contesto come quello della questione israelo-palestinese. Abbiamo così immagini false, riprese di conflitti che non hanno nulla a che vedere con questo, registrazioni violente di situazioni non vere. Circolano addirittura filmati provenienti da alcuni videogiochi e spacciati per reali.
Questa è la vita vera, non una partita di Call of Duty: Elon Musk, così come molti altri, dovrebbero ricordarselo.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...