
Presentata proposta dal consigliere Esposito: ticket per entrare nel centro storico di Napoli a 5 euro.
Il consigliere comunale di Azione, Gennaro Esposito, ha da poco presentato una proposta al comune di Napoli, sostenuta da diversi comitati, affinché sia introdotto, in alcuni periodi dell’anno, un ticket di accesso del costo di 5 euro per le arterie principali del centro storico, tra cui Spaccanapoli e San Gregorio Armeno, così da limitare il fenomeno dell’overtourism.
I commercianti, tramite l’associazione “Le botteghe di San Gregorio Armeno”, hanno già espresso il loro dissenso rispetto a questa decisione, rivendicando lo spirito popolare e democratico, esente da qualsiasi discriminazione economica e sociale, del più importante decumano della Città partenopea.
La proposta presentata da Esposito è caratterizzata da non poche criticità, e non solo da un punto di vista teorico o ideale, come sostenuto dai commercianti napoletani, ma anche e soprattutto sul piano pratico. Esposito si ispira ad una norma già vigente a Venezia, simbolo dell’eccessiva turistificazione nazionale, ma la differente conformazione demografica, morfologica e culturale fra le due città renderebbe la proposta, oltre che iniqua e totalmente inefficace, anche controproducente.
Il problema non toccherebbe tanto i residenti del centro storico di Napoli, i quali risulterebbero esenti dal pagamento del ticket, quanto quelli dei quartieri e delle città limitrofe, soprattutto famiglie e giovani che ogni settimana, e in misura maggiore durante le festività, si riuniscono nel capoluogo campano passeggiando per i suoi vicoli, fino ad ora in maniera gratuita. Queste persone verrebbero inglobate necessariamente nella macrocategoria dei turisti, e quindi sarebbero costretti in quanto tali a pagare un ticket per vivere la stessa città dalla quale tutti loro, in un modo o nell’altro, sono stati cresciuti.

La domanda che dobbiamo porci a questo punto è: fra giovani ragazzi e numerose famiglie di provincia, certamente legati da sempre alla città di Napoli, ma senza possibilità di pagare 5 euro ogni qual volta viene varcata la soglia del Centro Storico, e turisti “mordi e fuggi” di cui conosciamo la (legittima) propensione a spendere per visitare una delle città più conosciute a livello internazionale, quale delle due categorie sarebbe più incentivata ad abbandonare il centro storico?
Naturalmente sarebbero gli stessi cittadini campani a rinunciare, ed è qui che oltre a nascere un problema di tipo morale, ne nascerebbe uno di matrice culturale. La proposta allontanerebbe i giovani e le famiglie della Campania dal centro storico del capoluogo, dalla sua cultura, dalle sue tradizioni, per lasciarlo alla totale mercé dei turisti.
Più volte comitati, associazioni e movimenti hanno ribadito alle istituzioni la necessità per la nostra città di puntare sulla cultura e sull’importanza di tramandare le sue sane tradizioni, che dovrebbero essere vissute e tenute vive ogni giorno, gratuitamente, da grandi e piccoli, senza esclusioni basate su residenza o possibilità economiche, perché esse rappresentano l’anticamera della piccola e grande criminalità.
«Napoli è una tribù che ha deciso di non arrendersi alla cosiddetta modernità, e questo suo rifiuto è sacrosanto. La vecchia tribù dei napoletani, nei suoi vichi, nelle sue piazzette nere o rosa, continua come se nulla fosse successo a fare i suoi gesti, a lanciare le sue esclamazioni, a dare nelle sue escandescenze […] . I napoletani hanno deciso di estinguersi, restando fino all’ultimo napoletani, cioè irripetibili, irriducibili e incorruttibili».
La proposta del consigliere Esposito, così com’è, senza le dovute correzioni, rappresenterebbe a lungo andare la resa di cui Pasolini parlava, portando i napoletani a divenire altri, sconosciuti, lontani, essi stessi dei semplici turisti, e non dei protettori vigili e attenti del fuoco rappresentato dalla tradizione millenaria di Napoli.
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