
Quando pensi a comuni come Marcianise o Portico di Caserta, generalmente, fai difficoltà a pensare a grandi aziende del settore elettronico e informatico. Si tratta di territori a forte vocazione agricola, che conservano nel dialetto le tracce di un passato che odora di tabacco misto a canapa. Ma nel tempo i figli di quella tradizione sono cresciuti, hanno studiato e seguito l’evoluzione di un’Italia “pazza” che si divertiva col talento connaturato nei suoi cittadini. Il territorio del casertano oggi esprime una delle migliori classi di ingegneri elettronici, e non solo. Materiale umano di prim’ordine che trova l’apertura di aziende che sono attori del mercato internazionale, ma che conservano l’identità storica di chi è vissuto qui e in questi territori ci crede.
È il caso della Test and Manufacturing Engineering (TME) di Aniello Stellato, matematico originario (tuttora cittadino) di San Prisco e che oggi guida le fila di un grande gruppo internazionale nel mercato dell’ingegneria elettronica. Lo incontriamo nella sede di Marcianise per farci raccontare una lunga storia di successo.

«La mia storia parte nella prima metà degli anni ’90, quando fui assunto alla Marconi Sud. Studiavo ancora: sono perito in telecomunicazioni e mi sono laureato lavorando, in matematica (applicata). Facevo i tre turni sulle linee di produzione e la mattina andavo all’università: ero uno studente-lavoratore. Poi, grazie alla laurea, sono cresciuto in reparti tecnici, soprattutto nell’ingegneria dei collaudi: progettazione di sistemi di test per schede elettroniche e apparati per telecomunicazioni. Quando Marconi fu acquisita da Ericsson, ho maturato esperienza anche internazionale: ho gestito gruppi in Inghilterra, Germania, a Genova e a Marcianise, sempre nel “test engineering”. Nel 2006-2007 avevo un’idea chiara: creare qualcosa di mio in quell’ambito. Così, nel 2007 ho fondato la società con l’obiettivo di progettare e produrre sistemi di collaudo automatici per schede e apparecchiature elettroniche».
«Progetta e produce sistemi elettronici per grandi gruppi industriali e internazionali. Altresì, progettiamo, costruiamo e vendiamo nel mondo sistemi automatici di collaudo per schede elettroniche a marchio TME, progettando elettronica, meccanica e software. Li vendiamo in Italia e all’estero, a realtà di diversi settori, e facciamo assistenza e service in tutto il mondo sui sistemi installati».
«Sì. Abbiamo due sedi estere: negli Stati Uniti (sede legale in Georgia e operativa in South Carolina, a Columbia) e a Xiamen, in Cina: sedi con le quali forniamo assistenza e service. Tutti i siti di progettazione e produzione sono in Italia: siamo orgogliosi del nostro Made in Italy: abbiamo anche una sede di progettazione a Roma, con GEB Enterprise (acquisizione avvenuta nel 2021)».
«Perché l’elettronica è un comparto cruciale anche per la sicurezza: in un chip possono annidarsi bug o vulnerabilità difficilissime da individuare. Avere una filiera più controllata, soprattutto nei settori sensibili, aumenta la “confidenza” su ciò che usiamo. Io voglio farmi promotore di un messaggio chiaro: l’elettronica è un comparto strategico per la sicurezza nazionale ed europea. È un lavoro di anni: si inizia adesso e si costruisce una traiettoria, non è un interruttore. In qualità di vicepresidente di Confindustria Caserta, voglio portare avanti questo tema insieme a Confindustria stessa, per avviare anche insieme alle istituzioni una riflessione profonda su questi argomenti».
«Le competenze italiane nell’elettronica sono forti: scuole e università formano professionisti di alto livello. È inevitabile che altri Paesi guardino a quel know-how. Per contrastare il “fuggi fuggi” serve una inversione di tendenza: più progettazione e manifattura qui, più opportunità di lavoro qualificato, più filiera».
«Siamo passati da due persone nel 2007 a poco meno di 600. Oggi copriamo tre macro-aree: progettazione di sistemi, produzione e prodotti a marchio TME (i sistemi di collaudo). La forza è offrire ai nostri clienti una filiera completa. A livello di struttura: TME si occupa di produzione, progettazione e sistemi di collaudo, GEB Roma di progettazione, TMA della produzione a volume. In particolare, oggi stiamo lavorando per concentrare la produzione a volume su un sito che abbiamo acquisito ad agosto scorso (sito Ex-Jabil): un passaggio importante, anche perché in TMA (nome della società acquisita) è entrata Invitalia al 45% per dare robustezza al progetto. L’obiettivo è far “rivivere” un sito industriale storico e riportare valore sul territorio».
«Perché qui, nell’elettronica, ci sono competenze che per decenni sono state un fiore all’occhiello: dall’assemblaggio alla progettazione. Io voglio contribuire a rimettere in risalto quell’eccellenza e ridare a questo comparto il valore che merita».
«“Ad ogni sacrificio corrisponde un beneficio”. E poi un ingrediente sopra tutti: la caparbietà. Gli ostacoli ci sono, si cade, ma ci si rialza. Le battaglie si possono perdere: l’importante è vincere la “guerra” personale, cioè raggiungere gli obiettivi. Lo dico anche perché ho un’impostazione molto strutturata e concreta: sono stato anche Allievo Ufficiale Pilota di Complemento dell’Aeronautica Militare. Affrontare le sfide con entusiasmo, preparazione e determinazione è sempre stato un aspetto essenziale nella mia vita».
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