
Che Toni Servillo, l’attore feticcio del regista Paolo Sorrentino, fosse camaleontico lo sapevamo tutti. Dopo aver vestito i panni di Giulio Andreotti, l’attore, è riuscito a dare vita a un inedito Silvio Berlusconi in Loro di Paolo Sorrentino. Il film oggi è tornato sulle cronache dopo le parole dell’attore nel podcast di Dario Moccia. Il film è un racconto che a un certo punto cambia radicalmente stile, registro e indice di narrazione. Nella parte iniziale viene mostrato un ritratto «in contumacia» di Berlusconi ma che per più di un’ora sullo schermo non compare mai.
Il film appare caotico, arrogante, aggressivo e che gravita attorno a Riccardo Scamarcio (alter-ego di Giampaolo Tarantini) e al suo girone sessuale di escort, coca e volgarità varie. C’è la mercificazione dei corpi, delle donne, ma soprattutto delle menti. Sorrentino restituisce in Loro l’immagine del potere di Berlusconi che risiede nella baldoria, nella caciara popolare. Ma la questione è: perché appare oscurato da qualunque tv o piattaforma digitale? A spiegarlo è stato lo stesso Toni Servillo, senza troppi orpelli o giri di parole.
“Il film è stato acquistato da chi non ha interesse a distribuirlo in Italia – ha sottolineato Toni Servillo al podcast di Dario Moccia – “Non è stato trasmesso dalla Rai, non l’ha trasmesso ovviamente Mediaset, non l’ha trasmesso neppure La7 che fu l’unica a trasmettere Il Divo. Il Divo quando uscì non ebbe il diritto d’antenna cioè non partecipò alla produzione né la Rai, né Mediaset e quindi non è mai stato trasmesso dalle tv generaliste e fu invece trasmesso da La7”.
L’attore ha aggiunto: “Io personalmente ho lavorato su due maschere ma in maniera molto precisa perché dovevo allontanarmi completamente da me stesso anche dal punto di vista fisico. Ho cercato di dare a quei personaggi una forza simbolica molto forte, non cercando l’imitazione, in modo che lo spettatore potesse farsi un’idea della centralità di quei personaggi all’interno di una scena politica in quel periodo preciso della storia del nostro paese. Quello è stato il lavoro che mi ha interessato e che mi è piaciuto fare”.
Il punto è che il film Loro è riuscito ad ottenere 24 candidature e 6 statuette tra nastri d’argento e David Donatello. È visibile in Australia o in Danimarca ma non in Italia. Più che una censura questo rappresenta una scomoda verità. L’argomento non è passato inosservato a Francesca Pascale, ex compagna di Silvio Berlusconi che ha commentato nelle sue Instagram stories le parole il video del giornalista Ciro Pellegrino. “Scriverò un libro sull’ipocrisia di quelli presenti nelle piazze antiberlusconiane nel frattempo che sguazzano e mangiano con il denaro di Silvio Berlusconi. Titolo: Radical Shit”, ha sottolineato Pascale.
Fanpage ha fatto notare che esiste un’intera community ha scoperto il film grazie a TikTok. Sul social, infatti, il film di Paolo Sorrentino è una lunga sequenza di reel delle scene più significative. I numeri si aggirano anche al di sopra del milione di view rendendo Loro un vero e proprio cult.
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