
Sono trascorsi mesi dal primo articolo che abbiamo dedicato all’amministrazione del Comune di Mondragone, che tra scivoloni e tentativi maldestri di migliorare le condizioni della città ha spesso trovato il proprio posto tra le pagine di questo giornale. Tra palazzetti non proprio a norma e progetti di cui non si vede la fine, quest’anno il Comune di Mondragone si è rivelato ricco. Con il nuovo anno alle porte, è tempo di stilare il resoconto di quello che è stato o non è stato fatto con i Top e Flop dell’amministrazione.
Ha destato molto scalpore l’apparizione – e la conseguente sparizione per un breve lasso di tempo, prima del suo ritorno – della scritta “#Mondragone”, che fa riferimento a una campagna europea di promozione del turismo partita da Amsterdam. L’opinione pubblica si è spaccata a metà: da un lato c’è chi considera l’iniziativa come innovativa, un primo passo per il rilancio di un turismo che diminuisce sempre più; dall’altro, invece, c’è chi parla di una manovra superficiale e di poco conto. La scritta, che si erge sul molo del lungomare Camillo Federico, sarebbe soltanto la ciliegina sulla torta se solo Mondragone fosse dotata di infrastrutture, di servizi degni d’esser definiti tali, di una spiaggia non abbandonata a se stessa, di una riqualifica ambientale più urgente che mai. Ma a noi piace nascondere la polvere sotto al tappeto e far finta che vada tutto bene!
34,5 milioni di euro distribuiti in 94 progetti su tutto il territorio di Mondragone: 454,5 mila destinati alla digitalizzazione, 5,1 milioni alla scuola, 4,6 milioni al lavoro, 2,4 milioni alla cultura e al turismo, 7,2 milioni per l’inclusione sociale, 8,3 milioni per le infrastrutture e 6,5 milioni alla salute. Di questi, persino quelli apparentemente più evidenti sembrano esser svaniti nell’oblio. L’esempio più eclatante ci viene fornito dagli edifici scolastici – con 671,1 mila euro destinati alla messa in sicurezza del Liceo Galilei in via Duchi di Carafa, per dirne una – che, nonostante i numerosi progetti che li riguardano, restano fatiscenti e costantemente a rischio. O, ancora, il Palazzo Ducale, per niente valorizzato e con un cantiere aperto un mese sì e l’altro pure da anni.
Durante i giorni della loro apparizione pensavamo si trattasse di installazioni temporanee, e invece le statue della Venere e del Drago, simboli di Mondragone, restano ancora in bella mostra nelle rotonde della Domiziana. Destati finalmente da quella che credevamo essere un’allucinazione collettiva – troppo incantati dalla bellezza delle statue, diremmo – i cittadini mondragonesi si sono chiesti: ma erano proprio necessarie? Ovviamente! Vogliamo forse paragonare la meraviglia dell’effimero con la possibilità di sistemare una pista ciclabile in condizioni pietose, o i marciapiedi che sono un pericolo per i pedoni? È sempre bello ammirare un’opera d’arte; anche quando, per farlo, bisogna stare attenti a non finire in una buca del manto stradale.
Il 2024 è stato un anno particolarmente intenso e l’amministrazione comunale di Mondragone ce l’ha dimostrato. Tra evidenti errori di comunicazione, come il sostegno a personalità politiche indagate per corruzione, e una città che compie solo passi all’indietro e mai in avanti, Mondragone non riesce a cambiare per il meglio. E se persino i suoi momenti Top sono considerati insignificanti, allora c’è un problema di fondo. Speriamo solo che il 2025 sia un anno ricco di sorprese, possibilmente in positivo… che non siano, si spera, sagre del friariello improvvisate, come siamo soliti fare.
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