
Torna nel 2025 il Festival di Carlo Conti: sarà infatti il nuovo direttore artistico e conduttore di Sanremo. Conti ha condiviso i suoi primi pensieri, rivelando che alcune modifiche al regolamento potrebbero essere all’orizzonte insieme a tantissime altre novità. L’eredità di Amadeus andrà a lui, che si appresta a confrontarsi con gli storici numeri delle edizioni precedenti.
“Ci sto riflettendo, quindi qualche cambiamento ci sarà. Ma Sanremo è sempre Sanremo! Ora iniziamo a lavorare con serenità e leggerezza. Anticipazioni? Ancora non saprei dirvi”. Dieci anni dopo la sua prima conduzione, Conti torna a Sanremo: “Oggi ho ricevuto più messaggi di quando è nato mio figlio, è stato incredibile. Se sono cambiato? Certamente, sono invecchiato. Guardando vecchie immagini, mia moglie ha commentato quanto fossi giovane allora. Ma ciò che non è cambiato è la mia passione per la musica. L’obiettivo è continuare a rendere Sanremo una festa della musica italiana.”
Per quanto riguarda la selezione dei brani, Conti ha un luogo speciale: “Ho un angolo di casa mia, con il mio vecchio mixer e i piatti da discoteca, dove ascolterò le canzoni. Qui valuterò soprattutto le nuove proposte e poi i brani dei Big. Ma prima dobbiamo definire il regolamento e poi procedere con il resto.”
In un’intervista a RTL 102.5, Conti ha dichiarato di non sentire pressione dopo Amadeus: “Non devo dimostrare nulla, né a me stesso né al pubblico. L’importante è offrire un buon prodotto e supportare la discografia. Non conta fare gli stessi ascolti di Amadeus, che ha fatto un lavoro straordinario, ma mantenere la qualità e l’integrità del festival.”
Parlando di Sanremo Giovani, Conti ha rivendicato il suo ruolo nel rinnovamento del festival: “Molti dicono che lo svecchiamento di Sanremo è iniziato con me. Nel 2017, abbiamo visto sul podio artisti come Ermal Meta, Gabbani e Mannoia. È stato un periodo di grande rinascita per la musica italiana.”
Non mancano però le polemiche. Il Codacons ha richiesto che la selezione delle canzoni venga affidata a una giuria di esperti anziché al direttore artistico. Le premesse per un’edizione ricca di dibattiti e sorprese ci sono tutte, ma la voglia di celebrare la musica italiana rimane il cuore pulsante del festival.
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