
di Antonio Trillicoso /docente
Sul rifiuto di svolgere l’orale all’esame di maturità di alcuni ragazzi in alcune città italiane e della richiesta di un altro maturando di farsi abbassare il voto è l’indice che qualcosa non va nel sistema scolastico italiano.
La premessa fondamentale a tutto questo è che bisogna rispettare le regole, le modalità di svolgimento di tutte le cose che noi facciamo durante la vita. E l’esame di Stato non dissimila a questa regola. Anche perché nel momento in cui vado a fare le prove scritte, significa che accetto quel modo di fare, quelle modalità di svolgimento. Le due prove scritte che ho già svolto sono la dimostrazione che io ho accettato queste modalità di svolgimento. Per questo lo devo fare fino alla fine. Ritengo sbagliato e non rispettoso della legge da parte di questi ragazzi.
Nel contempo voglio sottolineare il diritto a protestare, ad essere dissenziente rispetto a una modalità. Avere un parere diverso, a non ritenere opportuno o sufficiente questa modalità dello svolgimento dell’esame di Stato per giudicare uno studente é legittimo. Ci sta tutto essere contrario, ed è giusto anzi ritengo si debba fare, ed è anche opportuno fare una forma di protesta. E ogni ragazzo deve avere la libertà di farlo. Si poteva partire prima, durante le assemblee di classe, le assemblee d’istituto, in luoghi deputati a mostrare il proprio pensiero contrario o giusto verso il modo di fare l’esame di Stato. E comunque, arrivati a questo punto si deve svolgere l’esame di Stato secondo quanto prescrive la legge e poi faccio una protesta, una raccolta firme, una manifestazione, creo un gruppo di lavoro, creo le condizioni per cambiare, faccio delle ricerche e degli approfondimenti, faccio uno studio.
Tutto quello che si vuole, tutto é legittimo ma fintanto che esiste una legge bisogna rispettarla e osservarla. Non andare a fare la prova orale, non perfezionare come ultimo atto l’esame di Maturità, lo voglio ribadire, significa non rispettare la legge, significa non rispettare chi ha fatta quella legge. Tutte le leggi sono modificabili e perfettibili, possono essere riscritte, possono essere aggiornate, anche perché la vita si evolve e quindi si trasforma anche il modo di fare le cose. Quindi il dissenso, e lo sottolineo, la protesta, tutte attività giuste e ben vengano, per evidenziare un problema che significa migliorarlo.
Avere una voce contraria significa far riflettere e arrivare a una giusta soluzione. Ma devo evidenziare un altro aspetto il fatto che molti rappresentanti istituzionali hanno bollato, hanno giudicato il rifiuto dei ragazzi in modo negativo. Addirittura il ministro ha sentenziato dopo questi episodi, che dal prossimo anno chi non farà l’orale, sarà “bocciato”. Non credo che questa sia la soluzione più giusta.
È necessario invece che adulti, istituzioni, il mondo della scuola, si facciano carico di questa “protesta” dei ragazzi. Perché poi c’è da sottolineare un altro atteggiamento sbagliato di noi adulti oggi: non ascoltare i giovani, superficializzare ogni loro atteggiamento, quasi denigrare quello che dicono. Questo non è giusto, questo non va bene.
I RAGAZZI DEVONO ESSERE ASCOLTATI con interesse e con attenzione. Fargli capire le cose sbagliate e le cose giuste. Quando c’è una protesta da parte dei giovani é il sintomo di un malessere, di qualcosa che non va. Per questo gli adulti che siano genitori, insegnanti, rappresentanti istituzionali devono tenerne conto, devono evidenziarlo. Farne oggetto di approfondimento presentare risposte certe senza edulcorare, senza fare giri di parole. Trovare insieme delle soluzioni.
Di Antonio Trillicoso
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