
Un itinerario tra ricerca scientifica, meraviglia cosmica e valorizzazione del patrimonio culturale: è quanto ha proposto l’iniziativa organizzata dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – presso l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di divulgazione, con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza al valore di un sito che racchiude la convergenza tra il progresso scientifico e la memoria storica del periodo borbonico.
L’apertura dell’evento ha visto protagonista la conferenza divulgativa “Le stelle erranti. Un racconto astronomico”, condotta dall’astrofisico e divulgatore Giovanni Covone, accompagnato al pianoforte dal compositore Paolo Coletta. L’intervento ha proposto una narrazione in cui saperi scientifici e riflessioni filosofiche si sono fusi in modo armonico, affrontando temi come l’origine semantica del termine “stelle erranti”, il valore dell’errore umano e il dualismo tra ordine cosmico e disordine apparente. Covone ha esplorato le caratteristiche delle nane rosse, l’evoluzione del Sole e la possibile antica vitalità di Marte, oggi geologicamente inattivo. Particolarmente toccante l’affermazione: «Noi umani siamo una bellissima contraddizione, siamo in un posto qualunque ma esseri unici nell’universo». Al termine della conferenza, i partecipanti hanno visitato il Salone delle Colonne, dove è allestita fino al 25 luglio la mostra “Napoli, tra città e cosmo”, con preziosi esemplari di cartografia storica che illustrano la città anche da una prospettiva celeste, sottolineando il dialogo tra paesaggio urbano e osservazione del cielo.
Il programma è proseguito con l’intervento del professor Edgardo Filippone, docente all’Università Federico II, presidente dell’Unione Astrofili Napoletani e della Società Italiana di Genetica Agraria. Il suo contributo ha offerto una panoramica sulle ricerche sugli esopianeti, inserendo il tema in una riflessione sul valore dell’astronomia. «L’astronomia è una materia ultimamente negletta ma molto importante. È una materia omnicomprensiva di varie altre materie: dalla matematica alla fisica, storia e geografia e la stessa lingua italiana come tutte le lingue. Per scoprire così che l’osservazione del cielo non è solo fine a sé stessa ma ci fa comprendere meglio l’universo che ci è attorno», ha spiegato. Uno dei momenti più coinvolgenti è stata l’osservazione guidata del cielo notturno, organizzata con gli astronomi dell’Osservatorio e l’Unione Astrofili Napoletani. Grazie a strumenti sofisticati, i presenti hanno potuto osservare Marte e diversi ammassi stellari, vivendo un’esperienza diretta e scientificamente rigorosa.
A margine dell’iniziativa, è intervenuto Francesco Carignani, Capo Delegazione FAI, che ha sottolineato l’importanza di promuovere la conoscenza del sito: «L’Osservatorio di Capodimonte è un sito culturale molto importante perché rappresenta un’eccellenza del periodo borbonico. È qualcosa di molto legato ad un periodo brillante di Napoli e molto avanzato e vale la pena raccontarlo oggi soprattutto per i più giovani. L’osservatorio non è sempre aperto al pubblico. Anche per questo è utile diventare soci del FAI e approfittare degli sconti e del poter saltare la fila!».
Fondamentale il contributo dell’Architetto volontario Alessandra Di Stefano Grimaldi, che ha illustrato la storia dell’edificio e la funzione odierna della struttura: «L’Osservatorio di Capodimonte è la sezione napoletana dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, il principale ente italiano per la ricerca astronomica e astrofisica da terra e dallo spazio. Attualmente vi lavorano circa 70 persone tra ricercatori, studenti e personale a contratto». L’incontro è stato quindi un’occasione per guardare il cielo con occhi nuovi e per riscoprire un luogo in cui la scienza si intreccia con la bellezza storica e architettonica, alimentando la curiosità e la conoscenza tra generazioni.
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