
Si avvicinano le prossime elezioni presidenziali del 2 giugno in Messico. Oltre alla presidenza, si decideranno i membri della Camera dei Deputati (500) e del Senato (128) e i sindaci e i governatori con relativi consigli comunali, tra cui la stessa Città del Messico. Per la prima volta nella storia del paese, la presidenza sarà affidata ad una donna. Secondo Claudia Sheinbaum Pardo, ex sindaco di Città del Messico e una delle due candidate, questo fatto sarà “d’esempio per il mondo intero”.
Una delle due candidate è appena stata menzionata. Legata al Partito Morena, si sta impegnando a portare avanti il programma dell’attuale presidente, Lopez Obrador. Il suo vantaggio è quello di aver già partecipato al governo uscente, in cui ha già avuto un ruolo chiave. Inoltre, ha dimostrato buone capacità di gestione come sindaca di una città complessa come Città del Messico. Secondo i sondaggi, quest’ultima sembrerebbe piuttosto in vantaggio rispetto alla rivale del partito conservatore Pan (Partito di azione nazionale, opposizione), Xochtil Galvez, già scelta come candidata della destra alle presidenziali. Lei viene invece dall’area del governo che ha guidato il paese dal 2006 al 2012. La campagna elettorale si sta svolgendo in un clima di crescente tensione, in una diffusa partecipazione popolare. Infatti, il popolo messicano dovrà scegliere se vuole continuare il progetto politico di Obrador oppure optare per una svolta liberista.
Sono molte le tematiche al centro delle prossime elezioni, soprattutto relative alla gestione dei fondi pubblici per la povertà. C’è anche il tema della sicurezza: si scontrano, in questo caso, una soluzione più punitiva del centro destra di Galvez e una più sociale, portata avanti dal Partito Morena. Nel contesto di una crisi mondiale, c’è ancora il discorso della gestione pubblica delle risorse energetiche come petrolio, gas e minerali. Infine, c’è la gestione della mirazione. Si tratta sia di gestire i flussi in uscita di messicani che si trasferiscono negli Stati Uniti, sia dei sudamericani che passano attraverso il Messico per raggiungere la stessa meta. Questo fa del Messico stesso un enorme snodo di transito.
Mentre sta per eleggere una donna per la prima volta nella sua storia politica, il Messico continua ad avere uno dei più alti tassi di femminicidi al mondo. Qualunque delle due candidate riuscirà ad essere eletta, i movimenti femministi si sentiranno più di diritto di ricevere delle risposte risolutive sia alla violenza di genere sia ai femminicidi. Un primo passo che potrebbe essere letto sotto una buona luce potrebbero essere l’impegno di Claudia Sheinbaum di implementare le donne in politica durante il governo in cui ha partecipato, in un paese tendenzialmente a guida politica maschile.
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