
Il 4 settembre è stata pubblicata la “bozza zero” o “zero draft” del Trattato globale sull’inquinamento da plastica. Il testo è stato sviluppato da Gustavo Meza-Cuadra Velásquez, ambasciatore del Perù e presidente del Comitato intergovernativo di negoziazione (INC) sulla base delle opinioni espresse durante il primo (conclusosi venerdì 2 Dicembre 2022 a Punta del Este, in Uruguay) e il secondo ciclo di negoziati (svoltosi a Parigi dal 29 al 2 Giugno 2023).
Il testo è lungo 51 pagine, divise in sei Parti e sette annessi. Diverse le sezioni da completare e integrare per gli elementi che non sono ancora stati discussi. Presenza anche di numerose note e rimandi ad altri trattati internazionali. Nonostante la grande attesa, il testo preserva un carattere piuttosto generale, non fissa alcun obiettivo da raggiungere né tantomeno sceglie gli strumenti più utili alla soluzione del problema. Si riportano tuttavia la sintesi delle diverse posizioni in campi sottolineando soprattutto i punti su cui c’è stata maggiore convergenza.
Esplicito invece il richiamo a diversi temi collegati all’economia circolare. Ecodesign, sistemi di responsabilità estesa del produttore, modelli di riutilizzo, riduzione delle sostanze chimiche nocive. Insomma tutti temi sui quali si è già dibattuto a lungo, per citarne alcuni. Tra i punti la bozza richiede agli Stati di raccogliere e segnalare informazioni sulla plastica prodotta, importata ed esportata dai propri territori. Quindi, prevede che ciascuna parte sviluppi e attui un piano nazionale e include anche disposizioni prescrittive che impongano tagli alla produzione di plastica.
Le reazioni alla bozza, dato il carattere di compromesso, non sono state accolte con particolare entusiasmo da tutti. La definisce come “un primo passo importante” la Ong californiana Climate Rights International, leader nella lotta al climate change. Ma lo definisce tuttativa un testo “vago e abiguo” con mancanza di chiarezza e ambizione nell’affrontare il problema.
Elogi invece da WWF per la pubblicazione della prima pur sottolineando i tanti elementi di debolezza tra i tanti spunti di soluzioni efficaci. Le opzioni presentate nella bozza zero saranno la base per l’inizio dei negoziati durante il terzo ciclo di incontri (INC-3) che si terrà il prossimo novembre a Nairobi, Kenya.
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