
Il WIMBY Fest è il festival ambientalista organizzato dall’associazione Stop Biocidio. Si terrà per la seconda edizione il 20, 21 e 22 settembre al Casale di Teverolaccio, con accesso libero e gratuito.
WIMBY è l’acronimo di World Is My Backyard. “Il mondo è il mio giardino“, è la traduzione e lo slogan del festival culturale e di denuncia ambientale. Quest’anno il giardino di partenza sarà il Casale di Teverolaccio a Succivo, un ulteriore simbolo di riscoperta e rivalutazione di un bene storico sito nella terra dei fuochi.
Si tratta di un antico insediamento agricolo eretto a Succivo tra il X e XI secolo, arrivato agli anni nostri in stato di trascuratezza e abbandono. La comunità e le associazioni locali hanno provveduto nel tempo a rivalutare il luogo. Oggi il Casale di Teverolaccio, oggi luogo di cultura, aggegazione, che coinvolge l’intera comunità e persone di ogni generazione. È proprio tra le mura di Teverolaccio che avranno inizio laboratori, mostre e aggregazioni musicali volte a chiedersi quali siano i problemi vivi dell’ambiente che viviamo e come ci si possa responsabilizzare verso essi.

Il ricavato del WIMBY Fest sarà devoluto al progetto Veritas 2.0. Un progetto scientifico basato sull’indagine tossicologica dei nessi tra la presenza di sostanze inquinanti nell’ambiente e patologie tumorali nelle persone residenti nella “Terra dei Fuochi”, tra le province di Napoli e Caserta. La ricerca parte da un’istanza della Rete di Cittadinanza e Comunità realizzata con il contributo della Fondazione Con il Sud e Charlemagne Onlus dal 2027 al 2019. Con la sottoposizione di cento malati volontari ai test tossicologici – tra questi, anche alcuni membri dell’associazione Stop Biocidio-, si è cercato di dare risposte a individui in salute che hanno chiesto indagini più specifiche alla medicina.
Le risposte sono giunte e si continua a studiare affinché tutto sia sempre più chiaro e, magari, prevenibile e curabile. La terra dei fuochi, l’inquinamento tossico, risultano essere fattori principali per lo sviluppo di patologie oncologiche. Con il WIMBY Fest si rinnova l’importanza di queste ricerche e della partecipazione in ogni senso della società civile. Il suolo che calpestiamo, l’aria che respiriamo, gli alimenti che sostengono il nostro organismo, lo stato degli animali e dei vegetali che ci circondano, sono tutti fattori di nostri diretto interesse e il progetto Veritas 2.0 è la messa in pratica di tale responsabilizzazione.
Venerdì il primo incontro: “Inquinanti e salute: sostanze tossiche nel sangue e l’impatto di un ambiente
malato” per presentare e sviscerare le tappe e i propositi del progetto Veritas, con il dott. Luigi Costanzo, la dott.ssa Filippina Onofaro, il dott. Francesco Coletta. In collegamento, inoltre, ci saranno il Prof. Antonio Giordano, coordinatore della prima fase del progetto e il giornalista Luca Mercalli.
La giornata di sabato avrà inizio alle 10:00 con un’assemblea pubblica per discutere la “Carta di Carditello” e la genesi dell’osservatorio ambientale “Stefano Tonziello”. Le attività riprenderanno alle 17:30 con “Immagini e parole per una Palestina Libera”, con la giornalista Eliana Riva.
Gli incontri dell’ultimo giorno verteranno sulle migrazioni climatiche. Dalle 18:30 l’iniziativa “Noi Capitani: le rotte della giustizia sociale tra crisi climatiche e criminalizzazione delle frontiere“. Con Mamadou Kouassi e Jakir Mohammed, del Movimento Migranti e Rifugiati di Caserta, Yuri Borghetto di Actionaid, Mimma D’amico, dell’Ex-Canapificio di Caserta, Gianni Fabbris, attivista di Altragricoltura e Antonio De Simone, agricoltore della Piana di Fondi. Gli incontri saranno seguiti dalla performance del poeta del Burkina Faso Mochaud per il contest Diaspore.

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