
Non ha di certo stupito la notizia dell’ennesimo trionfo dei Måneskin agli Mtv European Music Awards 2023 con la vittoria nelle categorie “Best Rock” e “Best Italian Act”. L’evento di MTV, in programma inizialmente a Parigi – cancellato a causa dei conflitti internazionali che stanno ultimamente attanagliando il Medio Oriente – ha visto nuovamente la vittoria dei Måneskin dopo il successo del 2021.
Il gruppo composto da Damiano, Victoria, Ethan e Thomas si conferma ancora una volta sul tetto del mondo superando in questa edizione leggendarie icone musicali come i Metallica ed i Red Hot Chili Peppers. I Måneskin si portano dunque a casa ben due delle quattro categorie per le quali erano stati nominati dovendo rinunciare invece al “Best Group” ed al “Best Live”. Regina indiscussa di questa edizione di MTV EMA è invece la popstar Taylor Swift che è riuscita ad aggiudicarsi addirittura tre riconoscimenti con “Best Artist”, “Best Live” e “Best Video”.

“Mi stupisce che la più grande rock band del mondo sia italiana”, parola di Mick Jagger, storico frontman dei Rolling Stones e leggenda vivente del rock. “L’Italia ha una tradizione musicale fantastica, ma non è certo conosciuta per le rock band” ha continuato. In effetti la performance dei Måneskin sul palco di Sanremo è stata di certo inusuale con la kermesse che ha negli anni assuefatto il pubblico ad un prodotto sempre uguale a sé stesso e che solo raramente ha saputo regalare vere perle.
Il pubblico sanremese aspettandosi la solita musica leggera, anzi leggerissima, è stato per la prima volta colto di sorpresa. Il brano “Zitti e Buoni” si rivela così una piacevole sorpresa che lascia ugualmente trapelare qualche grande lacuna: il testo è caratterizzato da una profonda, vaga e poco sincera rabbia verso un qualcosa di indefinito; a ciò si aggiunge una sonorità che solo nelle intenzioni si professa rock ma che risulta soltanto un’acozzaglia di giri quanto mai scontati. “Siamo fuori di testa ma diversi da loro”: sintetizza perfettamente il messaggio che i Måneskin vogliono lanciare al pubblico.
La rock-band, mossa da un profondo istinto di ribellione, vuole far casino dove non si può andando così contro ogni tipo di omologazione. Seppur il prodotto sia musicalmente mediocre, il fenomeno Måneskin rappresenta un punto di rottura nell’immaginario sanremese e viene dunque premiato con la vittoria finale. Per molti, i Måneskin rappresentano un ritorno al passato segnando la tanto attesa rinascita del rock.
La critica nazionale inizia duqnue a tessere le lodi di un gruppo che ha avuto la capacità di trovare il successo riportando in auge uno dei generi che più di tutti ha segnato la storia della musica risultando così innovativi. Tuttavia, per quanto la musica dei Måneskin si differenzi totalmente da uno scenario musicale mainstream dominato dalla musica trap ed r’n’b’, c’è da ammettere come la band romana proponga una versione di rock tanto semplificata e povera di contenuti da non poter essere considerata una reale re-gen dei gruppi del passato. Tanto talento ma davvero poca originalità. La loro estrema semplicità, tuttavia, rappresenta la vera chiave del successo dei Måneskin.
Nell’era dell’immediatezza e di TikTok, la band romana rappresenta una ventata d’aria fresca tanto scontata e prevedibile quanto facilmente accessibile a tutti. La musica dei Måneskin accomuna tutti coloro che vogliono essere diversi dalla massa ma che, in fondo, sono esattamente uguali a tutti gli altri. La grande capacità del gruppo è stata proprio quella di risultare accattivante e ribelle divenendo un vera e propria calamita mediatica. La nota rivista musicale Rolling Stones scrive di loro: “Grazie al loro senso per la fama e per la moda, e con un chitarrista che piazza qualche assolo qua e là, sono l’unica grande rock band in grado di influenzare la cultura pop contemporanea”. Ed ecco allora servito il successo dei Måneskin: una band che è riuscita con grande talento a cogliere esattamente ciò che questa società voleva: sentirsi diversa pur continuando ad essere esattamente uguale. E l’hanno fatto a modo loro, suonando la loro musica: suonando il rock ‘n’ roll. Più o meno.
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