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Tristano e Isotta: la tragedia amorosa in scena al Teatro San Carlo

Roberto Giuliano
Roberto GiulianoRedazione Informare
28 ottobre 20225 min di lettura

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Tristano e Isotta: la tragedia amorosa in scena al Teatro San Carlo

Indice (6)

  • 1La Trama del “Tristano e Isotta”
  • 2Il primo atto
  • 3Il secondo atto
  • 4Il terzo atto
  • 5La scenografia
  • 6Gli interpreti

Giovedì 27 ottobre si è tenuta, al Teatro di San Carlo, la prima dell’opera “Tristano e Isotta” di Richard Wagner. Nell’ambiente magico creato dalle scenografie di Ezio Frigerio, dai costumi di Franca Squarciapino e dalla musica dell’orchestra diretta da Constantin Trinks, il regista Lluìs Pasqual ha messo in mostra uno dei più famosi drammi amorosi che siano stati mai scritti.

La Trama del “Tristano e Isotta”

Tristano e Isotta
Tristano e Isotta

Come rivelò a Franz Liszt nel 1854, Wagner avrebbe voluto che quest’opera fosse un monumento alla vera felicità dell’amore “nel quale, nella pienezza dello spirito, Amore possa, almeno per una volta saziarsi appieno”.

Il primo atto

Il primo atto si apre con la regina d’Irlanda, Isotta (interpretata dalla soprano Camilla Nylund in sostituzione di Nina Stemme) in viaggio verso la Cornovaglia per sposare Re Marke (René Pape). Con lei sono l’ancella Brangania (Okka von der Damerau), il grande eroe bretone Tristano (Stuart Skelton) e il suo scudiero Curvenaldo (Brian Mulligan).

Isotta è profondamente in collera con Tristano: questi ha ucciso il suo promesso Moroldo e ora la porta in sposa al proprio re. Mentre egli prova ad evitare ogni contatto con lei, ella (figlia di una maga) decide di avvelenarlo con una delle pozioni della madre. Quando, infine, avvicinatolo, riesce a convincerlo a bere la pozione, Isotta, presa da rimorso, strappa a Tristano il calice mezzo vuoto e beve ciò che resta.

Ma non è morte che i due bevono dal calice (le pozioni sono state scambiate da Brangania), bensì amore, amore che li legherà fin oltre la morte.

Tristano e Isotta
Tristano e Isotta

Il secondo atto

Nel secondo atto Tristano e Isotta (ormai sposata con Re Marke), organizzano un incontro d’amore durante una battuta di caccia notturna. L’ancella Brangania tenta, invano, di convincerli a separarsi prima che sorga l’alba, poiché, ella teme, qualcuno ordisce una trappola per smascherare il loro tradimento.

Ma, accecati dalla passione, i due sono sordi alle richieste di cautela e all’alba vengono scoperti dal sovrano. Si scopre che l’amico di Tristano, Melot (Gabriele Ribis) è caduto vittima dell’amore per Isotta e si è deciso a tradire l’amico per gelosia. Re Marke è molto devoto all’eroe Tristano, cui deve il regno e la sposa, e gli dedica un meraviglioso monologo in cui si interroga su perché sia stato tradito.

Tristano e Isotta
Tristano e Isotta

Ma l’eroe è ormai deciso a morire, egli ha violato per amore ogni principio e moralità della società del suo tempo, non c’è più spazio per lui che non la morte. Così, dopo essersi assicurato che Isotta lo seguirà nella morte, sguaina la spada per combattere il traditore Merlot e si getta sulla spada di questi, rimanendone trafitto.

Il terzo atto

Nel terzo atto la scena si sposta a Kareol, in Bretagna, nel castello di Tristano, dove egli giace aspettando di morire della ferita infertagli. L’unica che può salvarlo e Isotta, che è chiamata dallo scudiero Curvealdo e si appresta a raggiungere l’amato. Dopo lunga e sofferente attesa, Tristano e Curvealdo vedono arrivare la nave, l’eroe si strappa le bende per l’emozione e subito dopo avere abbracciata Isotta muore.

Ella si strugge, non nota l’arrivo di Re Marke, accorso per scusarsi e benedire l’amore tra Tristano e Isotta, né il duello tra Curvealdo e Merlot in cui periscono entrambi; distrutta dalla sofferenza invoca il “Liebestod” (la morte d’amore) e cade al fianco dell’amato.

La scenografia

Immagine articolo

A fare da quadro al dramma di Tristano e Isotta sono dei costumi ed una scena volti a elogiare un’opera e un amore senza tempo. Il primo atto si svolge su una nave vichinga, Tristano appare in una cotta di maglia, tipica dei guerrieri del tempo, Bragancia veste una pesante pelliccia. La scena è forse quella più vicina per luoghi e tempi a quelli di origine della leggenda.

Il secondo si svolge in una tenda in una foresta; gli alberi secchi e nodosi si muovono tra le scene, creando un’atmosfera che allude ai complotti e le trame amorose che si compiono nel bosco. I personaggi cedono gli abiti antichi per quelli tipici dell’epoca di Wagner: alle cotte di maglia si sostituiscono le divise da parata degli eserciti ottocenteschi (forse quelli prussiani che avrebbero unificato la Germania in quegli anni).

Nell’ultimo atto, infine, l’azione del castello di Kareol viene spostata nella camera di un ospedale moderno con colossali finestre che danno sul canale della Manica. Qui Tristano geme in attesa di Isotta, guardato dallo scudiero in mimetica militare e da uno stuolo di medici in camice bianco. Anche le figure che irrompono progressivamente in scena vestono panni modernissimi, come il sovrano Marke che guida i suoi cavalieri in soprabito e cilindro.

Gli interpreti

Immagine articolo

Ad interpretare il ruolo di Isotta è il soprano Camilla Nylund (e non Nina Stemme, ammalatasi in questi giorni). La signora Nylund, una specialista e una delle più famose interpreti del repertorio classico-romantico: è nota in particolare per le sue interpretazioni delle eroine wagneriane (Elisabeth in Tannhäuser, Sieglinde in Die Walküre, Eva in Die Meistersinger, Elsa in Lohengrin). Nella Stagione 2021/22 ha debuttato come Isolde (Tristan und Isolde) e Brünnhilde (Die Walküre) all’Opera di Zurigo.

Definito dal Times “una nobile ed eroica voce nel ruolo di Tristano”, il tenore Stuart Skelton ha interpretato il tragico eroe. Il ruolo era già stato da lui interpretato numerose volte, inoltre conta nel proprio repertorio: Erik (Der fliegende Holländer), Lohengrin (Lohengrin), Parsifal (Parsifal), Rienzi (Rienzi), Sigmund (Die Walküre).

ph Luciano Romano

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  • #Napoli
  • #teatro San Carlo
  • #Tristano e Isotta
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