
La crisi ambientale nel mondo ha raggiunto livelli tristemente significativi. Anche l’Italia, nonostante la sua ricca biodiversità che comprende un terzo delle specie animali europee, sta subendo un inquietante degrado ambientale. Troppe specie a rischio, almeno il 30%.
L’Italia si distingue per la sua eccezionale biodiversità, una delle più ricche in Europa, sia per la varietà di specie vegetali e animali che ospita, sia per il notevole numero di specie endemiche, uniche del paese. Questa abbondanza biologica è il risultato della variegata composizione geologica del territorio italiano, pensiamo alle alpi, alle pianure e ovviamente ai mari. La posizione privilegiata dell’Italia nel cuore del Mediterraneo la rende uno dei principali luoghi di biodiversità a livello mondiale, aree del pianeta particolarmente ricche di vita ma al tempo stesso fortemente minacciate dall’azione dell’uomo. Tra le zone di maggiore interesse per la conservazione della biodiversità in Italia figurano le isole del Tirreno, alcune aree degli Appennini e le Alpi Marittime e Liguri.
La biodiversità italiana, un vero e proprio tesoro naturale, sta attraversando un momento critico che minaccia la sua stessa esistenza circa il 68% degli ecosistemi è in pericolo secondo i dati WWF.
L’estinzione di una specie è un fatto naturale che si è sempre verificato nella lunga storia della Terra. Tuttavia l’impronta dell’essere umano con le sue attività ha un impatto enorme sugli habitat animali. Dal 1970 ad oggi è crollato del 69% il numero delle specie come pesci, rettili, mammiferi ed uccelli.
Alcuni ambienti di studio come l’Amazzonia e l’America Latina hanno registrato dati scioccanti.
Tra il 1970 e il 2018 grazie all’analisi dei dati del Living Planet Index (LPI) forniti nel rapporto della ZSL (Zoological Society of London), solo nel Pacifico il 55% delle specie marine è calato, mentre in Africa il 65%. Le popolazioni di acqua dolce globali sono le più vulnerabili, calate dell’83%. Più in generale, secondo la Lista Rossa IUCN, le specie più minacciate sono i coralli e anfibi. Numeri inaccettabili, troppe specie a rischio estinzione.
Il patrimonio di biodiversità italiano è altissimo, quasi 1/3 delle specie animali e vegetali europee risiede nella penisola. Purtroppo più di 240 specie sono a rischio e alcune sono estinte nelle liste rosse degli ecosistemi italiani. Le cause sono molteplici e vanno dalla distruzione degli habitat naturali al cambiamento climatico, dall’invasione di specie aliene alla crisi idrica che affligge il paese, pensiamo solo alla recente invasione del granchio blu. Questi fattori non solo accelerano il tasso di estinzione delle specie ma compromettono anche gli ecosistemi che sono fondamentali per la vita sul nostro pianeta.
Globalmente, è difficile sia registrare quante specie stiamo perdendo, ed è altrettanto difficile contrastare il fenomeno. Tuttavia l’Italia è tra i primi paesi in Europa sia per la tutela della biodiversità sia per investimenti verso di essa.
Alcuni progetti, come LIFE, tutelano specie come il lupo, il gatto selvatico e la tartaruga caretta caretta, e gli ecosistemi marini con l’ampliamento di aree marine protette entro il 2030. Stessa cosa vale per la flora, con la tutela di specie endemiche come l’orchidea scarpetta di Venere, senza dimenticare l’orso bruno marsicano, simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo.
La crisi della biodiversità richiede un impegno collettivo e trasversale, dal singolo cittadino, nella sua alimentazione e nei suoi consumi, alle istituzioni con legislazioni e controlli. Tutti dobbiamo lavorare per proteggere le specie viventi di questo pianeta, per preservarle non solo per noi, ma anche per le generazioni future evitando che troppe specie a rischio diventino una triste realtà irrimediabile.
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