
Tra gli argomenti più discussi continuano sicuramente a marcare il proprio tesserino le elezioni USA 2024. Gli Stati Uniti hanno come proprio presidente, dal novembre del 2020, Joe Biden. Tra tra le varie crisi internazionali, soprattutto il conflitto russo-ucraino, la Casa Bianca cerca in ogni modo di mantenere stabilità nell’opinione pubblica. Al tempo stesso, dal lato dei repubblicani c’è Donald Trump, nonostante i 34 capi d’accusa ed il primato di primo presidente nella storia a subire due processi di impeachment. L’ex presidente conquista consensi per le elezioni 2024, ma le cose potrebbero cambiare.
Qualche giorno fa, nella notte fra l’8 ed il 9 giugno, Donald Trump è diventato il primo ex presidente americano ad essere incriminato per reati federali. Il magnate americano è stato incriminato dopo il ritrovamento di alcuni documenti riservati nella sua residenza di Mar-a-Lago. Trattasi di documenti sensibili che non avrebbe dovuto avere in casa, e che non aveva detto di possedere. In più, Trump ha anche cercato di impedire che questi documenti potessero essere recuperati.
Il procuratore speciale Jack Smith lo ha accusato di sette reati, tra cui appropriazione indebita di documenti appartenenti allo stato, falsa testimonianza e cospirazione per ostacolare la giustizia. Dopo l’ennesima accusa riuscirà il magnate americano a mantenere salda la sua corsa per le presidenziali 2024?
Donald Trump è sì il primo ex presidente americano incriminato per reati federali ed ad aver subito due processi di impeachment, ma non è il primo a finire sotto l’accusa della Camera dei Rappresentanti. In ordine cronologico, troviamo altri 3 nomi importanti: Andrew Johnson, Richard Nixon e Bill Clinton.
Il primo impeachment di un presidente degli Stati Uniti è stato quello di Andrew Johnson nel 1868. Gli vennero attribuiti 11 capi d’accusa, ma la principale fu la violazione della legge Tenure of Office Act, approvata dal Congresso degli Stati Uniti nel marzo 1867 (riguardava e trattava il veto del presidente). In Senato la maggioranza non superò i due terzi e successivamente il caso venne archiviato, assolvendo di fatto Johnson.
Secondo posto per il presidente Bill Clinton, 42º presidente americano. Le accuse furono di spergiuro ed ostruzione di giustizia dalla Camera dei Rappresentanti nel dicembre del 1998. Queste imputazioni nacquero da una denuncia della giornalista Paula Jones per molestie sessuali, ma il presidente fu comunque assolto. Si susseguì quindi un’indagine del procuratore indipendente Ken Starr, dalla quale partirà una successiva indagine del procuratore generale David Schippers ed il suo team per verificare che ci fosse abbastanza materiale per avviare una procedura di impeachment. I voti della maggioranza non si trovano e, come per Johnson, l’assoluzione arriva anche per Clinton.
A seguire troviamo Richard Nixon, 37º presidente americano. Il suo caso è un po’ diverso dagli altri perchè di fatto per Nixon non c’è mai stata nessuna accusa. Lo ricordiamo però per lo scandalo di Watergate, ovvero lo scandalo politico scoppiato negli USA nel 1972. Lo scandalo scoppiò a seguito di alcune intercettazioni illegali effettuate da parte di figure legate al Partito Repubblicano ed al comitato per la rielezione del Presidente Richard Nixon. Quest’ultimo diede le sue dimissioni il 9 agosto del 1974, prima che potesse essere messo in stato di accusa.
Lo scandalo prende il nome da Watergate, un complesso edilizio di Washington che ospita il Watergate Hotel, albergo in cui cominciarono le intercettazioni che diedero inizio allo scandalo. Quest’ultimo nasce in un periodo di forte crisi politico-sociale americana, a seguito soprattutto delle vicende nella guerra del Vietnam, ma per i successivi due anni, lo scandalo di Watergate verrà accompagnato da altri eventi clamorosi. Passando da personaggi minori, fino a cariche istituzionali secondarie, fino ad arrivare al presidente Nixon, ancora oggi Watergate rimane una delle pagine più buie della storia politica americana.
Intanto l’ex presidente Trump crede di essere vittima di un complotto organizzato per impedire la sua candidatura alle elezioni presidenziali USA 2024, ma nella lista dei candidati repubblicani ci sono anche altri nomi. Troviamo Ron De Santis e Nikky Haley tra i repubblicani, che nei primi sondaggi non riescono comunque a distinguersi, lasciando in netto vantaggio Donald Trump. Sono 10 i candidati per la presidenza Repubblicana contro i 3 che gareggiano per la presidenza Democratica. Da quest’ultimo lato troviamo nuovamente Joe Biden, Robert Francis Kennedy Jr e Marianne Williamson.
Anche nel lato democratico, i sondaggi parlano chiaro: Joe Biden continua ad essere in testa nei consensi. Vedremo un replay della sfida tra Biden e Trump? Secondo il sito 270towin, al momento i consensi per i democratici sono 196 contro i 125 per i repubblicani. Viene da chiedersi però adesso, dopo l’incriminazione di Trump: la sua corsa alle elezioni sarà davvero ostacolata? E soprattutto come cambierà la politica americana adesso? L’ex presidente si dichiara innocente, ma intanto i capi d’accusa adesso sono 37 e ci sono ancora processi imminenti ad attendere il magnate americano. Sarà davvero questa la fine dell’era presidenziale di Trump?
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