
Il presidente Trump ha implementato una serie di ordini esecutivi volti a frenare i diritti dei transgender. Ha dichiarato che il governo federale riconoscerà solo due sessi, maschio e femmina, per documenti ufficiali come passaporti e visti. Queste politiche mirano a combattere ciò che Trump chiama “ideologia di genere“.
Donald Trump ha firmato alla Casa Bianca un ordine esecutivo per vietare alle ragazze e alle donne transgender di competere in squadre sportive che corrispondono alla loro identità di genere: è la sua ultima mossa contro i diritti delle persone transgender, dopo aver decretato che la sua amministrazione riconoscerà solo due generi, quello maschile e quello femminile. L’ordine, intitolato “Tenere gli uomini fuori dagli sport femminili“, impone che il Titolo IX, la legge federale che vieta la discriminazione sessuale nelle scuole, venga interpretato come un divieto di partecipazione delle ragazze e delle donne transgender agli sport femminili. Ha, inoltre, obbligato un freno all’attività dei Centers for Disease Control and Prevention americani. Agli scienziati è richiesto di rimuovere il proprio nome o ritirare completamente gli studi in corso di pubblicazione sulle riviste scientifiche in cui siano presenti una serie di parole che richiamano “l’ideologia di genere”.
Questi ordini esecutivi hanno come target le persone transgender e non-binary. Il presidente degli USA ha pubblicato anche un comunicato che s’intitola “Defending women from gender ideology extremism and restoring biological truth to the federal government”. Il provvedimento in sostanza riprende le convinzioni di molti pensatori conservatori secondo i quali bisogna appellarsi esclusivamente alla verità biologica del sesso. Però non è possibile basarsi solo sulla biologia, difatti l’identità di genere è influenzata anche dall’ambiente e dalla società.
La formazione dell’identità di genere è un processo complesso che inizia con la gestazione e continua durante le esperienze dei primi anni di vita. I fattori biologici che possono influenzare l’identità di genere includono i livelli ormonali sia in fase prenatale che successivamente, e la loro regolazione da un punto di vista genetico. Tuttavia non determina necessariamente l’identità di genere di una persona. Le differenze biologiche tra i sessi sono ben conosciute, ma non spiegano completamente la variabilità tra gli individui. La neuroscienziata Gina Rippon sostiene che l’ambiente esterno e gli stereotipi di genere influenzano maggiormente la determinazione del genere rispetto alla biologia. Comprendere che il genere è un costrutto dinamico che offre l’opportunità di valorizzare le esperienze individuali e di costruire un mondo in cui ogni persona possa vivere autenticamente la propria identità.
Tutti i riferimenti alle persone transgender e queer sono stati rimossi dal sito web del primo monumento nazionale dedicato al movimento LGBTQ+. La rimozione è decisa dal National Park Service, l’agenzia federale statunitense che gestisce parchi e monumenti nazionali. La posizione del monumento che commemora la rivolta del 28 giugno 1969. I moti di Stonewall sono stati fondamentali perché hanno trasformato una comunità frammentata e nascosta in un movimento coeso e visibile. Hanno dimostrato che le persone LGBTQ+ non erano più disposte ad accettare la discriminazione passivamente. Questo evento ha segnato l’inizio di una lunga battaglia per i diritti civili, che ha portato a importanti conquiste legali e sociali in molte parti del mondo. Stonewall ha anche sottolineato l’importanza della solidarietà e dell’intersezionalità nel movimento LGBTQ+. Un’eredità che continua oggi, più di 50 anni dopo, i moti di Stonewall rimangono un simbolo potente di resistenza e orgoglio.
Nonostante i progressi compiuti, le sfide e le discriminazioni persistono per molte persone LGBTQ+ nel mondo. Ricordare Stonewall significa onorare chi ha lottato e continua a lottare per un futuro più giusto e inclusivo. Il coraggio di quella notte del 1969 ci ricorda che il cambiamento nasce dalla resistenza e che la lotta per l’uguaglianza è ancora in corso. Escludere le persone trans dal monumento dei moti di Stonewall non è solo una distorsione della storia, ma un atto che perpetua l’invisibilizzazione di chi ha combattuto in prima linea per i diritti LGBTQIA+. Cancellare queste figure significa cancellare una parte fondamentale della nostra memoria storica e dei progressi ottenuti grazie al loro coraggio. Il riconoscimento di tutte le identità che hanno contribuito a questo cambiamento non è solo un atto di giustizia storica, ma un impegno verso un futuro più inclusivo e rispettoso delle diversità.
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