
Si riempiono le strade come ciechi fiumi in piena che, violenti, si scagliano su Napoli, come l’omerico Scamandro fa contro l’Achille. Negli ultimi anni la città di Napoli ha continuato a registrare numeri incredibili, accogliendo flussi di turisti che, come l’acqua informe, han affollato le strade e le piazze fino a plasmare, al passo, la città al loro seguito. Chi ha troppo da offrire finisce poi col perdere se stesso, schiavo, troppo spesso, di ciò che si promette di essere. Perdendosi. C’è però chi tesse con filo d’acqua e sale la tela del controverso quadro napoletano e, rassicurante, elogia il lavoro fatto dalla città in materia di turismo.
Dietro questo “boom di turisti”, ormai tanto discusso, c’è una strategia ben definita frutto della visione di Teresa Armato, assessora al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli. Strategia, questa, spesso discussa dai cittadini poiché pare non prevedere alcun progetto o iniziativa per tutelare l’identità della città, oggi schiava dei turisti e la proliferazione di attività food and beverage al loro seguito. «Intorno alla questione, tanto dibattuta, dell’apertura di nuove friggitorie e pizzerie nella zona del Centro Storico a discapito di storici locali simbolo della cultura napoletana – dice Teresa Armato ai microfoni di Magazine Informare – noi abbiamo imposto un limite. Siamo forse l’unica città italiana, fra le grandi mete del turismo, a fare una delibera, entrata in vigore già l’anno scorso, che prevede di non concedere più autorizzazioni a nuovi locali di food and beverage nell’area del Centro Storico Unesco. Dopo un anno stiamo finalmente iniziando a vedere degli importanti risultati: non solo abbiamo posto un freno all’apertura di questo tipo di attività al Centro Storico ma, queste, sono addirittura aumentate nelle periferie. Questi dati evidenziano come il nostro lavoro non abbia in alcun modo strozzato la nascita di nuove iniziative commerciali ma che abbia semplicemente indirizzato queste verso un’altra parte della città».
Sul tema della crescita turistica di Napoli si è in passato espresso, in un’intervista per Informare, anche Felice Casucci, assessore al Turismo per la Regione Campania. Il pensiero di Casucci, proprio come quello di Armato, ponga al centro del dibattito l’importanza per di Napoli di mantenere viva la propria autenticità ed il proprio animo, unico al mondo; il suo parere resta invece molto distante circa l’effetto del turismo di massa per la città. All’entusiasmo di Teresa Armato, Casucci risponde ponendo l’accento sulla qualità del turismo e denunciando il rischio che Napoli si riduca a una semplice “cartolina” per i social media. «Gran parte dei turisti oggi cerca solo la “cartolina” da condividere su internet » dichiara Casucci, che avverte contro il pericolo di trasformare la città in un “lunapark” ed invita il Comune a spingere per un turismo che valorizzi la tradizione, senza svilirla fino a svuotarla.
Molto più entusiasta è invece la visione di Teresa Armato che sottolinea quanto la cultura e l’animo della città siano la vera chiave del successo di Napoli. «La componente culturale è fondamentale nell’attrarre nuovi turisti a Napoli – precisa Armato -; non si tratta solo di ammirare le bellezze storiche e paesaggistiche della città ma dell’opportunità di immergersi totalmente nella vita e nella cultura napoletana fatta di musica, arte e tradizioni» spiegando come la città stia consolidando il suo ruolo di capitale culturale del Mediterraneo. «Nel 2024, anno ricco di eventi, Napoli si è affermata come “città della musica“, con tanti concerti in luoghi simbolo come Piazza del Plebiscito e lo Stadio Diego Armando Maradona».
Adesso per Armato la sfida più grande resta allora preservare l’identità stessa della città, identità che rende Napoli unica agli occhi di tutto il mondo: «La gente viene qui per Napoli, per la sua identità, non soltanto per vedere le sue tante magnificenze ma per vivere la cosiddetta “esperienza napoletana” – dice Armato – Sta a noi adesso garantire che questa identità non vada mai perduta» conclude.
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