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Tutti bevono lo Spritz: ma conoscevate la sua storia?

Gianrenzo Orbassano
Gianrenzo OrbassanoRedazione Informare
13 gennaio 20234 min di lettura

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Tutti bevono lo Spritz: ma conoscevate la sua storia?

Indice (3)

  • 1La Serenissima o i soldati austriaci?
  • 2L’evoluzione “colorata” dello Spritz: si aggiungono bitter o Aperol
  • 3Numeri impressionanti per un “semplice” aperitivo

Prosecco, Aperol, Seltz… e una fettina di arancia! Ecco la ricetta – una delle tante in realtà – dello Spritz. L’aperitivo che ha alle spalle una storia tutta da scoprire. Lo Spritz è il Re dei cocktail di tutta Italia. In genere viene ordinato soprattutto nel tardo pomeriggio, quando scocca l’ora dell’aperitivo.

Ma la ricetta che conosciamo oggi, in passato era molto diversa. Ormai lo Spritz è entrato nella cultura pop del nostro Paese: lo bevono tutti, è famosissimo e sempre richiestissimo. Ma vi siete mai interrogati su dove e quando fu inventato questo cocktail?

La Serenissima o i soldati austriaci?

In realtà, l’origine di questa bevanda a bassa gradazione alcolica, è avvolta in un alone di mistero. Per non esagerare, la sua datazione non è chiarissima. Ma sicuramente, dalle informazioni più pertinenti, sappiamo che lo Spritz ha avuto origine già nel ‘500 a Venezia, che al tempo si chiamava Serenissima. Quindi, da questa informazione, sembrerebbe che l’origine dello Spritz sia cosa riservata ai veneziani. Circa cinque secoli fa gli operai navali, chiamati arsenalotti, facevano merenda con un pasto sostanzioso e ricostituente, che gli aiutava a reggere i faticosi ritmi di lavoro. Pare che questo spuntino fosse costituito da pane, o altro prodotto da forno, accompagnato con vino allungato con acqua.

Questa teoria non è del tutto infondata, ma bisogna fare un passo molto in avanti per capire meglio i primi passi ufficiali di questa bevanda. Siamo nell’800, nel periodo della dominazione austriaca sul Veneto. I soldati austriaci, di stanza nella zona che era stata precedentemente la gloriosa Repubblica Serenissima e che entrò poi a far parte del Regno Lombardo-Veneto, per stemperare l’elevata gradazione dei vini bianchi veneti, erano soliti allungare questi vini con acqua frizzante. La parola “Spritz” – così pare – deriva appunto dal tedesco “spritzen” cioè “spruzzare”. Alcune testimonianze parlano addirittura dell’aggiunta di una fetta di limone o del succo di limone per riprodurre l’acidità tipica dei bianchi austriaci.

L’evoluzione “colorata” dello Spritz: si aggiungono bitter o Aperol

Una prima evoluzione si ebbe nei primi del ‘900, quando si diffusero i primi sifoni per l’acqua di Seltz che divennero un’alternativa all’acqua frizzante. Ma il cocktail come lo conosciamo oggi nacque solo nei primi anni del 1920, quando si pensò di “macchiare” la miscela con un po’ di bitter, dando allo Spritz un colore vivace e allegro. La versione moderna dello Spritz, il long drink vero e proprio, risale quindi, con ogni probabilità, in questo preciso periodo. Soprattutto quando, nelle città di Venezia e di Padova, si diffuse l’abitudine di aggiungere alla preparazione originaria un pò di bitter Select o Aperol.

Nel 1919 la ditta Barbieri produce una bevanda-aperitivo destinata ad entrare nella storia, L’Aperol. Originario di Padova, non ci ha messo molto a finire in qualche calice di spritz originale. Originariamente come vino bianco si utilizzava un fermo dei colli euganei, poi seltz ed infine Aperol. L’ulteriore evoluzione che porta lo Spritz ad essere quello che tutti noi oggi consumiamo, si è avuta quando uno spumante della zona di Conegliano, il Prosecco, prese piede. Il prosecco era il vino giusto al momento giusto, perché le bottiglie di seltz cominciarono a non essere più molto usate, quindi per replicare l’effervescenza della soda, si decise di introdurre il prosecco al posto del bianco fermo.

Numeri impressionanti per un “semplice” aperitivo

Negli anni ’70, lo Spritz diventò uno dei drink più famosi e bevuti di sempre, capace di conquistare il gusto dei palati italiani. Pensate che ogni giorno, solo in Italia, vengono bevuti circa 3 milioni di Spritz. Soltanto nel Veneto se ne consumano 300 mila al giorno, più di 200 al minuto. 

Numeri da capogiro che fanno pensare a tutto meno che a un aperitivo. E invece, questi sono i numeri di un drink che vanta una tradizione tramandata alle generazioni più giovani, visto che oggi l’81 per cento dei consumatori ha tra i 18 e i 44 anni.

Tags
  • #aperitivo
  • #Austria
  • #Italia
  • #spritz
  • #Venezia
Gianrenzo Orbassano
Redazione Informare

Gianrenzo Orbassano

Laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno, scrittore e aspirante giornalista. Appassionato di musica, poesia e cultura pop. Ama viaggiare e scoprire nuove visioni del mondo, per questo fa e disfa valigie di creatività.

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