
Uànema: esclamazione tipicamente utilizzata nel dialetto napoletano per indicare stupore. Questa sarà l’emozione che accompagnerà i cittadini nei 4 giorni della Rassegna Uànema: “Festa di altri vivi”. Per la IV edizione, dal 30 ottobre al 2 novembre si terranno oltre 30 appuntamenti culturali gratuiti tra concerti, chiese, reading e visite guidate in musei e catacombe. Queste rappresentano le ultime testimonianze, il fulcro, della vera e nascosta storia di Napoli.
Nel periodo dei “morti”, sono in programma una serie di eventi volti a far scoprire e diffondere il culto delle anime del purgatorio. Per iniziare ad animare i cittadini, si è tenuta in anteprima una parata inaugurativa: “Un funerale jazz. Quando gli spiriti scendono giù per Toledo” di Castellan Brass in march, che trasforma Napoli in New Orleans. Ribadendo quanto sopra citato, gli eventi spazieranno da visite guidate, proiezioni notturne, spettacoli teatrali e concerti, finanziati dal Comune di Napoli. Sono aperti al pubblico siti straordinari come i complessi monumentali del Purgatorio ad Arco e di Sant’Anna dei Lombardi; le chiese di Santa Luciella ai Librai e dei Santi Cosma e Damiano a Secondigliano; la Basilica di San Giovanni Maggiore e le Catacombe di San Gennaro. Queste, comprendono un programma che sceglie di ridere della morte per esorcizzarla, non per averne paura. Inoltre, molti altri spazi si apprestano ad aprire gratuitamente alle visite guidate: dal Cimitero delle 366 Fosse all’Ipogeo dei Cristallini; a quello della Congrega di San Francesco d’Assisi, alla Chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini, alla Necropoli Ellenistica di Neapolis e alle Catacombe di San Gaudioso; dall’Oratorio della Real Compagnia e Arciconfraternita dei Bianchi dello Spirito Santo alla Basilica di San Pietro ad Aram e alla Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato.
In quale altro luogo si poteva tenere questa rassegna se non a Napoli? Una città intrisa di storie, tradizioni e leggende. Il napoletano non ha paura dell’esoterismo, anzi, porta rispetto per questo. Molte sono le figure presenti all’interno delle credenze popolari napoletane, dalla Bella ‘Mbriana, spirito benefico della casa, al Munaciello. Questo, è un iper-Halloween napoletano, radicato nel culto delle anime pezzentelle e delle “capuzzelle”. L’obiettivo è quello di riportare alla luce la grande necropoli che attraversa la città e ricordare che a Napoli i morti non fanno paura, perché soccorrono la città più di quanto la infestino. “Uànema restituisce Napoli alla sua vocazione di città-soglia, capace di far parlare i morti senza renderli né mostri né fantasmi, né santi né diavoli, né ombre dimenticate né monumenti. Forse nella consapevolezza che, riflessi nel loro sgomento di fronte alla vita, gli “altri vivi” siamo noi”. Ora, la cosa migliore da fare, è lasciarvi stupire dalle strade di Napoli, cosicché da poter finalmente dire: Uànema.
Fonte: Comune di Napoli.
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