
Il caldo torrido delle ultime settimane, causa di danni non solo all’ambiente ma alle persone, farà sì che questo luglio 2023 resti nella storia come il più caldo mai registrato fino ad oggi. Ad affermarlo, l’organizzazione metereologica mondiale e Copernicus e il programma di osservazione della Terra dell’Unione europea.
I dati del Copernicus Climate Change Service, finanziato dall’Ue riconoscono che il rischio che il record che vede il mese di luglio di quest’anno come il più caldo mai registrato sia estremamente probabile.
La temperatura media globale per ora ha superato la soglia di 1,5 gradi Celsius al di sopra del livello preindustriale. La temperatura media globale per i primi giorni di luglio sembra aver superato il precedente record del luglio 2019. «L’era del riscaldamento globale è finita. Ora è l’era dell’ebollizione globale». Agghiaccianti le parole del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres che afferma: «Il cambiamento climatico è qui. Ed è solo all’inizio. L’aria è irrespirabile, il caldo e insopportabile. E i livelli di profitto dei combustibili fossili e di inazione climatica sono inaccettabili».
Ondate di calore che non solo hanno stravolto il sud Italia ma gran parte d’Europa (pensiamo agli incendi che hanno devastato la Grecia) ed il pianeta intero. Il direttore del Copernicus Climate Change Service è chiaro su chi ricada la responsabilità di questo disastro: «Le temperature da record fanno parte della tendenza a drastici aumenti delle temperature globali. Le emissioni antropogeniche sono in definitiva il principale motore di queste temperature in aumento».
Il gap che interessa la nostra penisola dove al sud si muore (letteralmente) di caldo mentre il nord sta raccogliendo i cocci lasciati da nubifragi e raffiche di vento, non è normale. Pensare che l’Europa pochi anni fa si era data l’obiettivo di ridimensionare drasticamente i rischi circa il riscadamento globale senza alcun risultato non è accettabile. Il fatto che l’uomo ignori il prezzo che la Terra sta pagando e che, a specchio, si sta riversando sull’umanità stessa come conseguenza della sua noncuranza, non può essere più ignorato.
Guterres torna sul tema lancia un grido di richiesta di aiuto a tutti gli esponenti politici: «I leader devono guidare. Basta aspettare che siano gli altri a muoversi per primi». «Le prove sono ovunque: l’umanita ha scatenato la distruzione. Questo non deve portare alla disperazione, ma all’azione». Da ultimo un appello, firmato da quasi cento scienziati tra cui il Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi il cui monito è concentrarsi sulle cause e le soluzioni di una crisi ormai esplosa.
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