
In un periodo così delicato sul piano geopolitico come quello attuale, caratterizzato dallo scontro Russia-Ucraina e la vicenda israelo-palestinese, in entrambi i casi con gli USA protagonisti, nel 2025 ricade l’80esimo anniversario dei bombardamenti atomici a Hiroshima e Nagasaki dell’agosto del 1945.
“La Tomba delle Lucciole” è riconosciuto per essere tra i migliori film di animazione di sempre. Il lungometraggio è stato diretto dal maestro Isao Takahata, cofondatore di Studio Ghibli. Tratta dall’omonimo libro di Akiyuki Nosaka, la pellicola racconta gli ultimi mesi della seconda guerra mondiale attraverso le vite di Seita e Setsuko, rispettivamente fratello maggiore e sorella minore.
Il film si rivela sin da subito crudo, dimostrando l’indifferenza del mondo nei confronti di un morente Seita in una stazione ferroviaria. Un lunghissimo flashback poi ci mostra il bombardamento alla città di Kobe e la sopravvivenza dei due giovani. Lo stile inconfondibile dei prodotti targati Studio Ghibli a tratti mitiga la dura realtà con i suoi colori, dall’altra non si risparmia dal mostrare immagini di grande sofferenza dovuta agli attacchi americani. Non mancano momenti di estrema dolcezza tra i due, come quando si scambiano le caramelle o catturano le lucciole. Si vede anche la felicità dovuta a una ritrovata libertà, dopo essere stati ospitati da una zia che di loro avrebbe fatto a meno e caratterizzata da un orgoglio di difficile comprensione per noi occidentali.
Col tempo, però, le difficoltà della sopravvivenza si fanno sentire e l’innocenza si dissolve. Seita, infatti, è costretto a rubare per procurare da mangiare per entrambi, subendo anche dei brutti colpi da parte di un contadino che lo scopre. Agli occhi dello spettatore diviene sempre più chiaro che la lotta per la vita si fa sempre più ripida. Il fulcro della pellicola non è mostrare la guerra in sé. Non ci sono eserciti, ma solo spaccati di vita in un periodo difficile. L’obiettivo è quello di mostrare gli effetti della guerra sulle persone: la perdita di umanità e di innocenza e la fragilità della vita.
La società Lucky Red ha organizzato la proiezione del film, uscito nel lontano 1988, nelle sale italiane dal 18 al 24 settembre, con le prevendite a partire dal 1 settembre. Scrivendo all’indirizzo scuole@luckyred.it sarà inoltre possibile realizzare proiezioni scolastiche. Per gli studenti potrebbe essere un’importante occasione per aprire gli occhi sugli effetti della guerra. La pellicola, nonostante sia un film d’animazione, è molto realistico nel mostrare gli orrori del conflitto, risultando forse più adatto a un pubblico di adolescenti che a minori.
Le armi atomiche, paradossalmente, sono diventate armi di deterrenza, anche se la loro esistenza comporta comunque il rischio di una guerra atomica. Ad ogni modo, non serve spingersi a tanto per comprendere che i conflitti sono atroci e sono tanti gli innocenti travolti da essi. Per questo, dunque, le opere di sensibilizzazione come questa devono aprirci gli occhi e farci capire che nei conflitti non esistono reali vincitori, ma solo il conto delle vite perse. Affinché le lucciole, ossia gli umani, possano vivere e illuminare la terra più a lungo.
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