
Si erge a paladino della sua squadra Luciano Spalletti che alla fine del march difende a spada tratta i suoi ragazzi. Si addossa le colpe della disfatta europea contro il Barcellona ed esalta il carattere del suo Napoli che fino alla fine ieri ci ha creduto.
Guardando il tabellino si potrebbe pensare che tutto il match si sia giocato negli ultimi minuti, ma le partite ne durano novanta ed altri esempi insegnano che l’avversario si soppesa e si combatte per tutta la sua durata. Il primo tempo ha visto un Napoli in campo molto simile a quello della sfida europea. Centrocampo caratterizzato da incomunicabilità, ancora la costruzione dal basso che senza prolungamenti efficaci si è più volte infranta sulle linee biancocelesti.
Se per ogni cross o passaggio corto si viene intercettati, forse oltre a non valutare adeguatamente la posizione dell’avversario il problema della precisione è importante. In più di un’occasione il Napoli ha subito le infilate avversarie e non è un caso se ieri sera uno dei migliori in campo è stato Ospina.
Poche le palle giocabili piovute in area per un Viktor Osimhen che fino al fischio finale si è speso senza sosta. Esuberante come al solito, il giovane attaccante durante tutta la partita ha rimediato più di un colpo al volto già provato. Ma le occasioni azzurre del primo tempo si sono rivelate sterili e di scarsa convinzione.
La ripresa ha visto di nuovo la pressione della Lazio impensierire gli azzurri. Si può dire che a cambiare il corso del match sia stata la sostituzione di un impalpabile Zielinski per Elmas che, finalmente in un ruolo a lui davvero congeniale, ha dato fluidità alla manovra regalando a Lorenzo Insigne un assist che al 62′ ha portato in vantaggio gli azzurri.
Il gol del Capitano azzurro ha restituito alla squadra la convinzione necessaria, poco dopo il raddoppio ad opera dello stesso Insigne è stato annullato per fuorigioco. ma certamente il segnale di sveglia ha visto scuotersi i giocatori azzurri. Le successive occasioni, come quella di Politano, sono state vanificate solo dall’imprecisione.
Gli ulteriori cambi di Spalletti: Ounas per Politano e Lobotka per Demme, hanno rinvigorito la manovra ma i cambi di Sarri hanno nuovamente cambiato il corso della partita, e l’ingresso di Pedro ha messo in discussione il risultato prima costringendo Ospina ad una super parata per poi infilarlo con un tiro imparabile.
Il gol che chiude il match, regalando agli azzurri un’importante vittoria, è arrivato da Fabian Ruiz che per tutta la partita è rimasto in ombra. Al minuto 94 ha disegnato una traiettoria improbabile per una palla battezzata fuori da tutti: sinistro dal limite con giro a rientrare improvvisamente e gol.
Non hanno ceduto e gliene diamo atto. Vederli combattere fino alla fine ha entusiasmato, ma le partite si chiudono prima.
Ospina 6,5 – Uno dei migliori in campo. Sempre presente in uscita e pronto a dare indicazioni sulla difficoltosa costruzione dal basso.
Di Lorenzo 6,5 – La usa solita, affidabile, partita. Non importa l’avversario di fronte, lui difende e spinge avanti anche quando tutti sono in difficoltà.
Rrahmani 6 – Qualche indecisione nel primo tempo, per la Lazio è davvero facile passare. Buona la ripresa.
Koulibaly 6 – Anche lui in confusione nel primo tempo, ma la sua presenza ed i suoi interventi hanno salvato la situazione in più di un’occasione.
Mario Rui 6 – Lui corre, litiga e combatte. Ma le sue imprecisioni hanno regalato occasioni alla Lazio. Anche lui nella ripresa è venuto fuori come i compagni.
Demme 6,5 – Nel centrocampo a due si perde, quando l’assetto cambia a tre + 2 in fase difensiva ritrova stabilità. Buoni i suoi recuperi. (dall’81’ Lobotka sv)
Fabian 6,5 – Il suo gol riporta il Napoli in vantaggio e chiude il match. Praticamente ingabbiato però durante tutta la partita, non è riuscito a giocare secondo le sue caratteristiche.
Politano 6,5 – NOn è riuscito ad intendersi con i compagni di reparto, ma buono il suo lavoro in proprio. NOn finalizza la sua occasione per chiuderla ma sta riguadagnando la sua condizione ottimale. (dall’81’ Ounas 6,5 – Buon impatto sul match, superando più volte il diretto avversario e partecipando all’ottimo finale di partita)
Zielinski 5,5 – Nel primo tempo sembra essere l’unico in grado di superare le linee avversarie per spingere Osimhen, ma con scarsa convinzione. Calo totale ad inizio ripresa ed il cambio ha dato ragione. (dal 57′ Elmas 7 – E’ il suo ingresso che cambia la partita. Prezioso nei suoi inserimenti, regala ad Insigne la palla del primo gol)
Insigne 7 – Finalmente arriva per lui il primo gol su azione. Sicuramente in ripresa rispetto le ultime partite, trova anche un secondo gol poi annullato e regala a Fabian l’assist perfetto per il gol-vittoria (dal 96′ Juan Jesus sv)
Osimhen 6 – Non arrivano palle giocabili e la sua frustrazione diventa evidente nell’andare su palle alte che portano ad ulteriori colpi al volto.
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