
Un vero e proprio monumento al fallimento. È impossibile dimenticare il clima di gioia che si respirava nell’aria il giorno dell’inaugurazione del Mercato della Canzanella – sito in via Metastasio, nel cuore del quartiere di Fuorigrotta. Un luogo dalle mille opportunità, destinato a diventare sinonimo di innovazione, sostenibilità e futuro: ampi box moderni per i commercianti, enormi parcheggi, aree comuni e un impianto fotovoltaico dalle dimensioni imponenti, da 191 kWp. Insomma, una vera e propria scommessa per il futuro, un sogno che Fuorigrotta inseguiva da anni per annoverare un hub commerciale sul proprio territorio, destinato ad assicurare la completa autonomia energetica della zona. Tuttavia, a dispetto delle enormi potenzialità, si tratta dell’ennesimo progetto rimasto nel cassetto. L’impianto fotovoltaico, infatti, non ha mai funzionato concretamente, e all’interno della struttura ormai l’incuria, il degrado, l’abbandono regnano sovrani.
Sorto nel 2007 con le nobili intenzioni di offrire ai cittadini una nuova prospettiva futura con l’obiettivo di valorizzare l’area, il progetto – firmato dal prof. di Progettazione Architettonica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II Lucio Morrica – prevedeva uno spazio moderno e polifunzionale destinato allo shopping quotidiano. L’obiettivo era quello di realizzare un complesso su due piani fuori terra con parcheggi, depositi e spazi silos per frigoriferi nell’area sottostante. Il tutto, poi, doveva essere corredato di scale mobili, impianti per smaltimento automatico di rifiuti e diverse aree verdi. L’idea era dunque quella di determinare un terreno fertile per la nascita di un mercato estremamente all’avanguardia, capace di venire incontro alle esigenze di operatori del settore e utenti, divenendo così un modello di gestione efficiente.
Non a caso, infatti, il cronoprogramma puntava soprattutto sulla realizzazione di un grande impianto fotovoltaico, di modo da coprire il fabbisogno energetico e di produzione di energia da destinare alla rete elettrica. Ma, nonostante la struttura sia stata già effettivamente installata, il giorno dell’attivazione sembra essere ancora molto lontano. Negli anni, infatti, si è trasformata in un autentico trionfo del degrado, sebbene rappresenti – stando a quanto documentato dal WWF Napoli – l’impianto fotovoltaico più esteso di proprietà dell’amministrazione comunale partenopea. Insomma, una struttura che potrebbe simboleggiare una risorsa non soltanto per il mercato, ma anche per Palazzo San Giacomo, che ad oggi versa in uno stato di totale pre-dissesto.
Inoltre, numerose furono le parti strutturali a subire pesanti cambiamenti rispetto al progetto originale. I due piani, infatti, divennero uno solo. I parcheggi interrati non videro mai la luce, così come i silos e gli spazi per depositi. Il risultato? Un edificio costruito in maniera così approssimativa e frettolosa non poteva non restituire agli abitanti di Fuorigrotta un vero e proprio tempio dell’incuria. Del resto, le prese d’acqua sono totalmente inefficienti, mentre gli impianti idrici, fognari e le generali condizioni igienico-sanitarie lasciano a bocca aperta, destando non pochi campanelli d’allarme.
Numerose sono le cause del mancato funzionamento dell’impianto. Per cominciare, è importante sottolineare come l’impianto non sia mai stato realmente allacciato alla rete elettrica, impedendo di conseguenza la produzione e l’immissione di energia. Allo stato attuale dei fatti, del resto, funge da ombra per le auto parcheggiate. Inoltre, tante sono le carenze infrastrutturali: l’insufficienza e la precarietà degli impianti elettrici, infatti, rendono particolarmente complessa l’integrazione dell’impianto all’interno del sistema già esistente. Il tutto, poi, si aggiunge ad una totale mancanza di visioni di insieme future e a notevoli ritardi burocratici. Non a caso, infatti, nel corso del tempo il Mercato della Canzanella è divenuto l’esempio più lampante di sperpero di risorse pubbliche.
Ma non è tutto: le strutture elettriche, infatti, non sono le uniche a fare del luogo un vero e proprio tempio dell’abbandono. Persino i due ascensori, infatti, sono completamente inattivi e funzionano soltanto saltuariamente. Così, per commercianti, anziani e persone con disabilità le scale – spesso trascurate e poco sicure – rappresentano le uniche alternative valide.
E, in un simile quadro, tante sono state le denunce dei residenti e degli operatori commerciali della zona, che non si stancano mai di condannare la confusione generale che regna sovrana all’interno della struttura. Molti, infatti, hanno osservato con tono amareggiato come all’interno dell’hub commerciale nulla funzioni correttamente. “Sembra che nessuno si prenda cura di quello che è stato costruito con i nostri soldi“, tuonano allibiti.
La delusione dei residenti è dunque palpabile. Se il mercato avrebbe potuto essere un fiore all’occhiello per il quartiere, il suo destino è stato ineluttabile, divenendo presto un “simbolo dello spreco e dell’incuria. Il Comune ha investito milioni senza garantire neanche il minimo funzionamento”, proseguono indignati i residenti. E non è assolutamente una questione meramente estetica: non si può restare indifferenti, d’altronde, davanti all’assenza dei minimi requisiti di sicurezza e di fruibilità dell’area. Molti, poi, osservano come le entrate mensili – equivalenti a circa 150 euro per ogni titolare di box – non vengano mai effettivamente destinate per assicurare una certa manutenzione.
Si tratta di una notizia che lascia a bocca aperta, alla luce anche del reale numero di impianti effettivamente funzionanti all’interno degli edifici comunali: solo 11 su 26, infatti, risultano operativi. Secondo quanto rilevato dal WWF Napoli, infatti, tutti gli altri – tra cui, appunto, quello del Mercato della Canzanella – sono inattivi o, comunque, non collegati alla rete. A questi dati, poi, si aggiunge la convenzione firmata dal Comune e dalla Regione Campania in merito all’utilizzo del suolo, che non fa altro che complicare ancora di più la faccenda: ormai scaduta, sembra che non vi sia nessuna azione politica volta a rinnovarla.
Insomma, quello che avrebbe dovuto rappresentare un vero e proprio trampolino di lancio per il quartiere di Fuorigrotta, negli anni non ha fatto altro che scivolare sempre di più, sotto la cieca indifferenza delle istituzioni, in uno stato di degrado e di abbandono sempre più critico, divenendo così emblema dello spreco di risorse pubbliche.
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