
In Italia è atteso un milione di ultranovantenni nei prossimi tre anni. Questo dato sorprendente è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno demografico che sta trasformando il nostro Paese. Tuttavia il problema non è invecchiare…
L’Italia longeva è una realtà, sottolineando l’importanza di un’assistenza adeguata per gli anziani fragili. Il bisogno di assistenza domiciliare agli anziani è enorme. Nonostante il trend positivo che ha visto crescere il numero di over 65 che beneficiano di cure a casa, passato dai 252mila del 2014 ai quasi 550mila del 2023, la domanda sta continuando a crescere, questo è un problema in un fragile sistema sanitario. In Italia è atteso un milione di ultranovantenni nei prossimi tre anni, e questo comporterà una pressione ancora maggiore sui servizi di assistenza domiciliare.
Secondo le stime, nei prossimi vent’anni saranno all’incirca 6 milioni gli over 65 soli e a rischio di isolamento. Oggi, il 64% delle persone con demenza non viene preso in carico da strutture sociosanitarie, lasciando un onere pesante sulle spalle delle famiglie. La solitudine diventa una preoccupazione ancora più pressante. Con una popolazione così anziana che si affaccerà ad un milione di ultranovantenni inoltre il sistema sanitario nazionale può trovarsi in una seria difficoltà data la mancanza di strutture adatte.
“L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie ad esso correlate ci impongono di premere l’acceleratore per potenziare e rendere più omogenea l’assistenza sul territorio”, ha commentato Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva. Questa previsione deve spingerci a migliorare le nostre politiche di assistenza agli anziani.
L’invecchiamento della popolazione non deve essere visto come un male da estirpare, ma come un segno di progresso e miglioramento delle condizioni di vita. Tuttavia, è fondamentale incentivare le nuove nascite e migliorare la qualità di vita per tutti, sia giovani che anziani. La longevità crescente è un traguardo della medicina moderna e delle migliori condizioni socio-economiche, ma comporta anche nuove sfide che richiedono risposte adeguate. Per i giovani, è essenziale creare un ambiente che favorisca la stabilità economica e sociale, l’occupazione e l’accesso alla casa. Incentivare le nuove nascite significa anche garantire servizi di supporto alle famiglie, come asili nido accessibili e di qualità, congedi parentali, e politiche di welfare che non penalizzino chi vuole avere dei bambini.
La nostra società deve considerare tutti in maniera meno egoistica. Troppo spesso l’anziano è visto come un peso, da allontanare oppure da accudire passivamente. Invece, l’anziano rappresenta un traguardo per tutti noi, portatore di storie di vita e di saggezza. Non dobbiamo avere paura di invecchiare.
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