
La costruzione del nuovo Ospedale di Comunità a San Marcellino, curata dall’Asl di Caserta, rappresenta un polo integrato pronto a superare il vecchio modello “ospedale-centrico”. Questo progetto affonda le sue radici nella Mission 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nata durante l’emergenza pandemica con l’obiettivo di colmare un profondo vuoto assistenziale e garantire una maggiore presenza sanitaria sul territorio locale.
Il nuovo presidio ospedaliero nasce dalla volontà di far coesistere, in un unico corpo di fabbrica, due anime distinte ma complementari. Al piano terra, i cittadini non troveranno solo ambulatori, ma un presidio multidisciplinare dove medici di medicina generale, specialisti, infermieri e assistenti sociali lavoreranno in sinergia. Sarà possibile accedere a servizi essenziali quali prevenzione, sportello CUP e piani vaccinali. Al primo piano, invece, troverà spazio un’area dedicata alla degenza breve per quei pazienti che necessitano di cure a bassa intensità clinica. Il progetto è la risposta a un vuoto assistenziale storico: il momento in cui un paziente è troppo fragile per tornare a casa, ma non abbastanza critico da occupare un posto letto in un ospedale di alta specializzazione. Con posti letto dedicati, un’area riabilitativa con palestra e un monitoraggio infermieristico costante, l’Ospedale di Comunità di San Marcellino garantirà una transizione sicura verso il proprio domicilio.
Dal punto di vista tecnico, l’edificio è progettato seguendo il principio del “corpo triplo”. Questa scelta non è casuale: un corridoio centrale distribuisce i flussi verso due fasce laterali, assicurando che ogni stanza di degenza e ogni ambulatorio godano di luce naturale diretta e ventilazione costante. La distribuzione degli spazi è governata da una logistica rigorosa che separa i percorsi degli utenti da quelli degli operatori, garantendo privacy e sicurezza igienica.
Nonostante la complessità che ogni cantiere porta con sé, il cronoprogramma dei lavori procede spedito, con l’obiettivo di consegnare alla cittadinanza un’opera funzionante in tempi brevi. La collocazione strategica della struttura, situata in un’area a forte densità urbanistica, permetterà di servire non solo i residenti di San Marcellino ma anche l’intera utenza dei paesi limitrofi, creando un vero hub sanitario di confine. I servizi offerti spaziano dal primo soccorso alle visite mediche specialistiche, fino alla degenza protetta, che prevede una permanenza massima di circa sei giorni per garantire una rotazione efficace dei posti letto e rispondere prontamente alle necessità del territorio.
A confermare lo stato d’avanzamento dei lavori è il Sindaco di San Marcellino, Anacleto Colombiano, che ai nostri microfoni ha sottolineato l’importanza della posizione del nuovo presidio: «I vantaggi principali sono quelli di avere finalmente un presidio ospedaliero a portata di mano, situato in una collocazione urbanistica molto intensa, a ridosso della cittadinanza di diversi paesi». Riguardo ai tempi di consegna, il primo cittadino si mostra ottimista: «Non siamo lontani dall’apertura. Se tutto prosegue secondo i programmi, entro giugno saranno completati i lavori, con l’obiettivo di terminare definitivamente ogni dettaglio entro la fine dell’anno».
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