
Caserta Vecchia, uno dei Borghi più belli d’Italia, è oggi il simbolo di un patrimonio storico e paesaggistico messo alla prova da incuria, degrado e una scarsa presenza istituzionale. La suggestiva Piazzetta del Belvedere regala panorami mozzafiato, ma basta abbassare lo sguardo per scoprire cumuli di bottiglie di vetro e plastica annerite, segnale di un degrado che umilia la bellezza del luogo.
Nel mese di giugno, vaste aree dei Monti Tifatini sono state devastate da incendi di probabile origine dolosa, che hanno richiesto l’intervento di canadair e squadre di terra per contenere le fiamme. Questi stessi monti, ricchi di biodiversità avrebbero bisogno ormai da anni di una tutela concreta che tarda ad arrivare.
Il contrasto tra la bellezza del borgo e l’incuria che lo circonda è stridente. Da una parte, una piazzetta affacciata su un panorama da cartolina; dall’altra, rifiuti e bottiglie sparse sotto tale visione, trasformano la rilassante aria del belvedere in un’immagine di decoro violato.
Caserta Vecchia non merita questo. Non è questione di trovare un colpevole, ma di sollecitare responsabilità. Il degrado non è irrimediabile: è la risultante di anni di disattenzione. Per restituire dignità a questo borgo serve uno scatto di responsabilità collettiva. Le istituzioni devono agire, i cittadini devono chiedere attenzione. E il borgo, quello vero, deve tornare a respirare.
Questo è uno dei borghi più belli d’Italia. Lo dicono le guide, i turisti, lo dicono le pietre. Ma da un po’ di tempo, chi sale fino a Caserta Vecchia non trova solo la magia dei vicoli, la storia della cattedrale, la vista mozzafiato del Belvedere. Trova anche abbandono.
Sotto lo sguardo dei panorami più belli, ci sono bottiglie annerite, plastica ovunque, incuria. Come se avessimo deciso di voltare le spalle a ciò che abbiamo di più prezioso.
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