
Recap. Prima della sosta per le nazionali avevamo lasciato un super Napoli. Una squadra vincente e funzionante, capace di riprendersi subito dopo i due pareggi con Fiorentina e Lecce (unici due in stagione fino a questo momento) e di battere in ordine: Lazio; Liverpool; Spezia; Rangers e Milan.
Poi c’è la pausa, i ragazzi di Spalletti sono tra quelli che hanno giocato di più con le rispettive rappresentative nazionali. Alla ripresa al varco attende un avversario scomodo, il Torino di Juric, squadra fisica, aggressiva, ostica e che ha dimostrato in questo inizio di campionato di non essere una squadra “abbordabile”. Al Maradona i granata però ne prendono tre in trentasette minuti (due nei primi 12’). Una domanda allora sorge spontanea, dove vuole (o meglio dove può) arrivare questo Napoli così bello da vedere?
La formazione è quella titolare, per utilizzare un termine bandito da Spalletti. Fatta eccezione per gli acciaccati Osimhen e Lozano, il tecnico dei partenopei conferma gli uomini che fino a questo momento hanno regalato più garanzie. Ma come detto, l’allenatore toscano di titolari non ne vuole sapere. Alle domande in conferenza stampa pre partita risponde che chi entra per gli ultimi trenta è considerato egualmente importante (se non di più) rispetto a chi parte dall’inizio. Alle parole seguono i fatti, pronte le staffette: Raspadori-Simeone, Lozano-Politano, Zielinski-Ndombele. Chi subentra fa il suo, chi esce lascia tutto sul campo fino alla sostituzione. Non fa una piega, a Napoli c’è un gruppo unito e volontà di sposare la causa comune: sorprendere tutti quelli che a inizio stagione davano gli azzurri fuori dai giochi per le troppe partenze del mercato estivo.
Alle partenze sono seguiti gli arrivi. Kvaratskhelia, si è detto tante volte (forse troppe) è una forza della natura. Altro gol, altra prestazione, sacrificio e tanto estro. Il georgiano rompe gli equilibri ancora una volta, imprendibile per ogni difensore affrontato fino a questo momento. Kim è un gigante. Addirittura di tacco ferma un’azione offensiva del Toro, chiude ogni linea di passaggio, vince ogni contrasto tra le ovazioni del pubblico. Un sud coreano a Napoli, sembra l’inizio di una barzelletta, ma non c’è nulla da ridere, il capolavoro di Giuntoli spiazza nuovamente chi accoglieva con scetticismo l’arrivo del “miglior giocatore del mese di settembre” eletto dalla Lega Serie A.
Eppure la scena contro il Torino è tutta di chi non ti aspetti. Spalletti lo aveva fatto capire, per battere Juric (espulso per proteste nel secondo tempo) la palla doveva girare veloce, bisognava creare gli spazi per gli inserimenti dei centrocampisti. Ci si poteva aspettare Zielinski – che pure arriva a calciare verso la porta in più occasioni – ma è il camerunense numero 99 ad auto piazzarsi in copertina. Zambo fa doppietta in sei minuti, questo è l’extra che regala al pubblico napoletano. Perché poi il lavoro ordinario Anguissa lo completa alla perfezione: corsa, posizione, presenza, recuperi. Si dimostra ad oggi uno dei migliori interpreti del suo ruolo in circolazione e non solo in Italia.
Gli azzurri chiudono il primo tempo con il doppio gol di Anguissa e la firma di Kvara. Soffrono però la rete di Sanabria che al 43’ accorcia le distanze e nell’ ultimo dei due minuti di recupero sfiora il 3-2 di testa. Questa è l’unica disattenzione per il Napoli. Al rientro in campo dopo l’intervallo i partenopei assorbiscono la sfuriata iniziale del Torino e riprendono il controllo della partita. Si rendono ancora pericolosi con buone trame di gioco che mettono in difficoltà gli avversari, i quali perdono la partita proprio sul fronte della qualità. Spalletti nei secondi quarantacinque mantiene la parola, dentro prima Simeone e Ndombele al posto degli ottimi Raspadori e Zielinski, poi cambia Politano con Lozano. Sul finale spazio anche ad Elmas e Olivera che rivoluzionano la fascia sinistra per gli ultimi dieci minuti, concedendo a Kvara e Mario Rui di tirare il fiato. C’è da dire che l’inerzia della partita cambia, il Toro spinge e lascia inevitabilmente spazi dietro, gli azzurri ne approfittano per chiuderla ma per imprecisione non ci riescono. Tuttavia il doppio vantaggio è difeso alla grande da Meret che al minuto 83’ para la conclusione di Vlasic evitando così un finale incandescente.
Il Napoli vince e resta in testa dopo otto giornate. Solo l’Atalanta ha la possibilità di agganciare gli azzurri in vetta. Intanto si guarda già all’impegno europeo in trasferta ad Amsterdam, una sfida delicata contro l’Ajax che potrebbe definire gli equilibri del girone per la qualificazione agli ottavi di Champions League.
Se gli scudetti si vincono a maggio e il futuro è tutto da scrivere, Napoli goditi adesso questo meritato entusiasmo. Aspettando Osimhen.
Meret 6.5
Di Lorenzo 6
Rrahmani 6.5
Kim 7.5
Mario Rui 6.5 (Olivera s.v.)
Lobotka 7
Anguissa 8
Zielinski 7 (Ndombele 6)
Politano 6.5 (Lozano 6)
Raspadori 6 (Simeone 6)
Kvaratshkelia 7.5 (Elmas s.v.)
Spalletti 7
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