
Ipotizziamo che un giovane studente casertano debba spostarsi con i mezzi per raggiungere l’Università a Napoli, oppure a Salerno. A meno che non voglia prendere il treno, questo studente dovrà usare il trasporto su gomma. Chi lavora e deve spostarsi da Caserta per raggiungere comuni limitrofi, usando i mezzi pubblici, dovrà recarsi nei pressi della stazione. Queste persone avranno ben presente la pesantissima situazione di sovraffollamento di autobus – con conseguente congestione di traffico automobilistico – che si verifica fuori al piazzale nei pressi della Stazione, praticamente in Viale Ellittico. Ciò avviene semplicemente perché, al momento, quella strada è l’unico vero “hub” provvisorio di riferimento per ogni tipo di pullman: di linea, scolastico, privati e persino turistici. Decine di autobus per tutte le direzioni si accalcano in uno spazio decisamente insufficiente e privo delle adeguate strutture di accoglienza del flusso di mezzi e persone, generando caos e traffico intenso in quella zona.
Il Comune di Caserta, in data 6 settembre 2024 e quindi durante l’amministrazione guidata da Carlo Marino, aveva approvato lo schema di protocollo d’intesa tra il Comune e Air Campania, che prevede la realizzazione di un hub multiservizi e un polo museale nell’area dell’ex Canapificio in Viale Ellittico. Il progetto, del valore di 44 milioni di euro e interamente finanziato dalla Regione Campania, consisterebbe nella creazione di un terminal bus, di un vero e proprio polo multiservizi, pronto a diventare il cuore delle smart city del futuro, grazie a soluzioni tecniche e progettuali che favoriranno accessibilità e intermodalità. Contestualmente, nell’area sarà realizzato un polo museale che descriverà e conserverà la coltura della canapa e le tradizioni agricole, sociali, storiche e culturali alla stessa legate. Gli interventi dovrebbero essere effettuati su terreni di proprietà della Regione Campania, del Comune di Caserta e di Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Accanto al terminal bus e al polo museale, troverà spazio un annesso centro di accoglienza turistica che integrerà diverse funzioni complementari e di supporto. Un centro che, oltre ad accogliere i visitatori, fungerà da volano economico di realtà locali e che sponsorizzerà i siti turistici territoriali di maggior importanza che ruotano intorno all’attrazione principale della Reggia di Caserta, ovvero il Belvedere di San Leucio, il Borgo medievale di Casertavecchia e l’Acquedotto Carolino.
Il terminal sarà dotato di sala d’attesa per i viaggiatori, ufficio biglietteria, uffici, collegamento ciclopedonale, colonnine di ricarica per bus ed auto, stalli per bus, postazioni per il bike-sharing, verde attrezzato, pensiline marciapiedi e monitor per le informazioni al pubblico. È prevista, poi, la realizzazione di un collegamento pedonale tra il piazzale antistante il complesso dell’ex Canapificio ed il parcheggio sotterraneo Piazza Carlo di Borbone. Almeno sulla carta, questo è un progetto che rivoluzionerebbe in positivo la mobilità di quella zona e di conseguenza del territorio. Ma, a distanza di più di un anno, ancora nessuna traccia di questo nuovo utilizzo per i locali dell’Ex Canapificio, che giacciono invece completamente inutilizzati. Di recente, peraltro, sono tornate sotto la gestione dell’amministrazione comunale – che, ricordiamo, attualmente è guidata dai commissari prefettizi – il parcheggio Pollio e il parcheggio sotterraneo Carlo III. Sarebbe auspicabile che, come accadeva in passato, almeno il parcheggio sotterraneo venisse riaperto in modo tale da accogliere bus turistici e i bus universitari, così da contribuire allo smaltimento – almeno parziale – del traffico di pullman al piano superiore. Si tratterebbe pur sempre di una situazione provvisoria, siccome è inconcepibile che una città capoluogo di provincia come Caserta non abbia ancora un luogo dedicato al trasporto pubblico su gomma.
di Gianrenzo Orbassano e Gianmario Ricciardi
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