
«Il 5 giugno 2024 l’Università di Napoli, che ha il nome del suo fondatore l’imperatore svevo Federico II – afferma il Professore e Rettore dell’ateneo Matteo Lorito – compirà i suoi primi ottocento anni. Antichissimo, ma con un grande futuro davanti, l’Ateneo rappresenta la prima Universitas studiorum statale e laica della storia d’Occidente». Così inizia la prefazione di un volume edito in occasione delle celebrazioni dell’ottocentesimo anno dalla fondazione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II a cura di Isabella Valente, Professoressa di storia dell’arte. Per l’occasione l’istituzione ha organizzato l’installazione e la realizzazione di varie opere artistiche in un progetto condiviso da cinque artisti napoletani.
Alessandro Ciambrone, architetto e artista, si è occupato di tre murales di una dimensione complessiva di 1.050 metri quadrati. Sono ubicati in tre location: sulla parete esterna dell’aula blu del Complesso di Monte Sant’Angelo (100 mq), sui prospetti del “campo di volo per droni” del Campus di San Giovanni a Teduccio (700 mq) e sulla facciata dell’ospedale pediatrico del Policlinico (250 mq);
Lello Esposito, scultore e artista, ha realizzato invece un’imponente scultura per il complesso di Scampia;
Asad Ventrella, noto e esperto maestro orafo, è stato incaricato della realizzazione di sculture in acciaio, suo metallo d’elezione, situate nella Sede centrale, a Palazzo Gravina, nel Centro Congressi, in Piazzale Tecchio, a Portici e nel Complesso di San Giovanni;
Ciop&Kaf, famosi street-artist, hanno curato un’esposizione itinerante che partirà dalla sede di Porta di Massa.
Queste opere rappresentano la Federico II e i suoi valori attraverso le visioni di cinque grandi artisti partenopei. Una celebrazione necessaria, volta a ricordare l’importanza e la centralità dell’ateneo a Napoli, in Italia e in tutt’Europa.
«I cinque artisti hanno operato nella massima libertà – asserisce la Prof.ssa Isabella Valente – utilizzando linguaggi completamente diversi l’uno dall’altro. Se Ventrella ha usato l’acciaio per le sue sculture, l’architetto Alessandro Ciambrone ha invece posto sul podio della personale espressione i due elementi a lui più affini, il colore e il segno, per i suoi vasti murales al Policlinico e nei complessi di Monte Sant’Angelo e di San Giovanni. Lello Esposito, scultore e pittore, ha introdotto tra i suoi simboli iconici partenopei, desunti dalla tradizione ma chiaramente divenuti altro, la Testa colossale in bronzo di Federico II per il Complesso di Scampia».


«Il desiderio è quello di valorizzare il pensiero di Federico II, che nel 1224 scrisse “alla fonte delle scienze, un vivaio di saperi” – dichiara Alessandro Ciambrone – ed è la base sulla quale si alimenta tutto il progetto. Le fiamme del sapere, della meritocrazia, della ricerca continua diventano un elemento caratterizzato dai mosaici d’oro realizzati dagli allievi del liceo artistico “Palizzi” e dalla Real fabbrica di Capodimonte; in più, un’integrazione tra tutte le sedi universitarie e il complesso urbano per indicare come l’università e la città siano cresciute insieme, e si siano contaminati a vicenda».
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